[Perpetum:]
Post by PerpetumBe' ma come dicevamo le cose vanno provate prima quindi chiunque
fa una affermazione deve provarla, come fai quindi a dire che
le cose sono diverse?
Altrimenti è semplice chiacchiericcio da bar...
La scienza non funziona cosi'. Non considera come
un'affermazione da dimostrare una semplice critica a
un'affermazione indimostrata che appare implausibile sulla
base delle migliori teorie correnti, mentre la legge si'.
Proviamo a fare un esempio. Un tizio propone e vende qualcosa
che, a una qualunque persona che sa un minimo di scienza,
appare come molto molto probabilmente fuffa perche' sulla
base delle migliori teorie disponibili non si vede come possa
funzionare.
1) Se questa persona dice pubblicamente "probabilmente e`
fuffa", rischia fortemente di andare in galera.
2) Se la persona sa qualcosa di legge e si limita a dire che
"probabilmente non funziona", rischia un po' meno di andare
in galera perche' almeno non ha violato platealmente il
requisito del linguaggio appropriato (non offensivo)
necessario per poter invocare il diritto di critica, ma puo`
comunque finire in tribunale. Decidera` il giudice se siano
stati rispettati gli altri due requisiti, quello di interesse
pubblico (probabilmente si') e quello di adeguate indagini
prima di esprimere il giudizio, ed e` quest'ultimo il punto
cruciale. Alla persona, in sostanza, verra` chiesto di
DIMOSTRARE che la sua critica era fondata, che lui aveva
prove precise che il prodotto non funzionava, e la persona
non ha solitamente avuto alcun modo di farlo, anche perche'
il produttore non spiega neanche come dovrebbe funzionare,
quindi come puo` qualcuno dimostrare che non puo` funzionare
se non si sa neanche come dovrebbe funzionare? Si arriva
insomma ad una completa inversione dell'onere della prova
rispetto al metodo scientifico: il produttore deve limitarsi
a dimostrare che la persona in questione ha detto quel che ha
detto (facile), ma non gli e` assolutamente richiesto di
dimostrare che la sua roba funziona. E` chi critica che deve
dimostrare che non funziona, anzi deve dimostrare d'aver gia`
avuto le prove prima di aprir bocca, e non ha modo di farlo.
Quel che puo` fare e` chiamare a testimoniare scienziati come
periti di parte, che pero` potranno al massimo sostenere a
loro volta che il funzionamento sia improbabile, non
impossibile, perche' la scienza si basa su teorie, non su
certezze. E a questo punto la palla passa al buon senso del
giudice. C'e` un rischio non indifferente.
3) Se invece la persona vuole essere ancora piu' prudente e
dice "non sono state fornite prove scientifiche che
funzioni", non rischia quasi niente, ma chi lo ascolta puo`
non capire bene cosa intende realmente dire e rimanere
fortemente possibilista (non c'e` neanche la prova che non
funzioni, no?).
Quindi queste situazioni sono tremendamente delicate. Bisogna
stare attentissimi a cosa si scrive, spesso ricorrendo a
complicati giri di parole per NON esprimere mai un giudizio
ma elencare fatti e criteri sulla cui base uno potrebbe
formarsi un giudizio.
Post by PerpetumMa qui entriamo in un ambito diverso cosa c'entra? Mi dici se
una ditta pubblicizza un prodotto.... ma è ovvio che una ditta
fa i suoi interessi non c'è bisogno di confutare una cosa che
è già di per se' evidente.
Tanto evidente non e`. Nessuna pubblicita` dimostra mai
niente (non vedo come potrebbe, dati i suoi modi e tempi), e
tuttavia c'e` differenza tra una cosa che probabilmente
funziona (o funzionicchia) e una che con ogni probabilita` e`
"'na sòla". Un sacco di gente pensa "be', ma se non
funzionasse avrebbero gia` messo in galera per truffa chi lo
produce, no?". O, peggio, "ma se lo vendono in farmacia deve
funzionare, no?".
Il fatto che la legge quasi imbavagli quelli che potrebbero
mettere in guardia la gente aiutandola a discernere non e`
una cosa proprio molto positiva, almeno secondo me. Diciamo
che non mi dispiacerebbe che il diritto di critica venisse un
po' irrobustito tenendo opportunamente conto delle
peculiarita` del metodo scientifico. Per fare giusto un
esempio, Piero Angela ha dovuto affrontare un processo civile
e uno penale per aver semplicemente fatto informazione
scientifica sull'omeopatia, e ovviamente l'opinione che la
comunita` scientifica ha dell'omeopatia non e` molto
positiva. Alla fine, dopo anni, e` stato assolto, ma aveva
Giulia Bongiorno come avvocato.
Ciao
Paolo Russo