Discussione:
la razza e la rivincita della scienza
(troppo vecchio per rispondere)
artamano
2005-03-27 21:43:31 UTC
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tratto da http://www.uomolibero.com
V'è un complesso di tecniche diagnostiche neurologiche che si chiamano brain
imaging, vale a dire "immagine cerebrale": I' elettroencefalografia
tridimensionale che si avvale di modelli matematici; la tomografia a
emissione di positroni - la cosidetta PET; le immagini da risonanza
magnetica funzionale la cosidetta fMri - che dà una misura della irrorazione
sanguigna nei vari vasi cerebrali; la spettroscopia a risonanza magnetica -
il cosidetto Mrs - che valuta le variazioni biochimiche, più la nuova
tecnica PET chiamata gene reportersonda reporter che consente per ora, su
alcuni animali e su bambini affetti da malattie incurabili, di seguire e
individuare i geni specifici che, dentro il cervello, si illuminano sullo
schermo di uno scanner.


Sono mezzi di alta e penetrante ricerca, che consentono una valutazione
diretta del rapporto fra le varie strutture del cervello e la loro funzione.


Ma tutto questo non è affatto nuovo. Nel nostro volume Le radici e il seme,
uscito in prima edizione nel lontano 1981, io elencavo tutti i fattori
scientifici diretti e indiretti che consentivano di stabilire in modo
inconfutabile questo rapporto. Scrivevo infatti allora, sulla base di
elementi raccolti nei decenni precedenti e stesi in volume nel corso del
1979 - 1980: "Vi è stato un lungo tempo - da quando il neurochirurgo
portoghese Moriz la introdusse nel 1936, fino agli anni '50 - in cui veniva
largamente praticata la lobotomia prefrontale (o leucotomia) su pazienti
psicotici o affetti da intollerabili crisi dolorose allora non altrimenti
curabili; vi sono stati casi, fortunatamente molto meno numerosi, di
soggetti operati di lobectomia temporale bilaterale per grave epilessia
farmacologicamente incontrollabile, e di amigdalectomia per turbe del
comportamento sessuale, inclusa la omosessualità; vi sono state due guerre
mondiali, e tutto un calendario di guerre minori, con legioni di craniolesi
di ogni tipo e ogni entità; vi è la recente scientifizzazione della
psichiatria, con le lucide acquisizioni relative alla stretta connessione
tra turbe psichiche ed alterazioni organiche, sia anatomiche, sia e
soprattutto bioumorali, su base genetica; vi è tutto un pullulare di
laboratori sperimentali in cui - stimolando, lesionando o asportando parti
dei centri nervosi di animali - si evidenziano i comportamenti connessi a
quei centri o controllati da essi; vi sono tutte le malattie del cervello -
vascolari, infettive, tumorali - che offrono ogni giorno al neurologo o al
neurochirurgo il quadro plastico dell'intima relazione tra ,specifici schemi
di comportamento e specifiche aree dell'encefalo.


Vi sono intere biblioteche sull'argomento, montagne e montagne di pagine
sotto forma di comunicazioni personali o di equipes, relazioni di congressi
e convegni, pubblicazioni scientifiche, riviste, opuscoli, testi e trattati.


Ebbene, le conclusioni sono sostanzialmente univoche: il substrato organico
della visione cosciente è in quella certa area, quello della parola
nell'altra, quelli dell'attività, dell'aggressività, del senso di
responsabilità o del pensiero astratto in quelle altre ancora; distruggi
quel centro bilateralmente, e quel soggetto non avrà più memoria alcuna, né
remota né recente; stimola quel certo punto della corteccia, e riaffiorerà
quel certo specifico ricordo, riapparirà quella certa determinata immagine,
verrà rivissuta dal soggetto quella certa particolare esperienza; danneggia
quel nucleo e scomparirà ogni aggressività, irrita l'altro e il
comportamento sessuale si farà a anomalo. Separa i due emisferi cerebrali
sezionandone le connessioni mediane, ed otterremo due diverse personalità
intellettive, due mondi separati ed i dipendenti di esperienze sensoriali e
di loro elaborazione, di capacità mnemoniche e di capacità di apprendimento.


Se v'è oggi qualcosa che per lunghi decenni sia stato studiato, indagato,
frugato, vivisezionato, misurato, pesato, confrontato, quel qualcosa non può
essere, senza ombra di dubbio, che il rapporto fra struttura e funzione del
cervello dell'uomo.


E tuttavia l'intera cultura corrente, e quindi l'opinione dei più, è
larghissimamente dominata da indirizzi e scuole di pensiero, filosofiche,
ideologiche, antropologiche, psicologiche, sociologiche, pedagogiche,
morali - che pretendono di studiare, definire e interpretare, o addirittura
indirizzare e determinare, i comportamenti umani, ossia la funzione, senza
conoscere nulla della struttura che la sottende. Anzi, ignorando del tutto
l'esistenza stessa di un rapporto struttura - funzione nel campo della
psiche umana.


Non ci occuperemo qui dell'assurdità, dell'anacronisticità, della
pateticità, della pericolosità di tale diffuso fenomeno, e neppure ci
preoccuperemo delle sue cause, di cui abbiamo discusso altrove. Si tratta
del resto di un fenomeno che non risparmia quasi alcuno dei molteplici campi
della conoscenza scientifica: dalla microfisica alla biologia molecolare,
dalla genetica all'etologia, dalla psicologia sperimentale alla
neurofisiologia, tutte le branche della ricerca e del sapere scientifico
vengono oggi formalmente ossequiate, ma sostanzialmente e praticamente
ignorate. Si accettano e si utilizzano le loro applicazioni pratiche in
campo tecnologico, ma non si raccoglie la loro lezione fondamentale.


Il partito dell'anti-scienza, il gran partito di Utopia, con tutte le sue
opposte sette e tutte le sue ramificazioni che giungono a dettare sudditanza
ideologica o psicologica persino ad uomini della ricerca e del sapere
scientifico ,

domina oggi incontrastato il mondo della pubblica opinione e della cultura
di massa. ". Ma oggi non è più così. Ufficialmente, grandi nomi della
ricerca, della applicazione pratica e dell'insegnamento universitario
ammettono scopertamente, talora con rammarico, la inconfutabilità delle
conclusioni, Per molti di loro, soprattutto in America, la formazione
culturale di fondo è stata di tipo illuministico: l'ambiente -
l'educazione - era l'elemento determinante sia della personalità individuale
che del progresso evolutivo della umanità. Niente era innato. Ora, la nuova
scuola dissacra le basi di questa formazione.

Il capo naturale di questa scuola è Edward 0. Wilson, un grande zoologo,
autore di due libri che hanno lasciato un profondo segno: The insect
Societies, e Sociobiologia: la nuova sintesi. E il creatore di una nuova
disciplina, la sociobiologia. Le conclusioni scientifiche non lasciano
dubbi: il cervello umano - ogni singolo cervello umano - non è una tabula
rasa che l'esperienza debba riempire attraverso l'accumulo di impressioni e
informazioni, ma è un "negativo impressionato in attesa di essere immerso
nel liquido di sviluppo".

L'ambiente, cioé la vita che lo accoglie e lo nutre, può portarlo - a
seconda che esso sia positivo o negativo - al massimo della sua pienezza o
al minimo della crescita e del rigore: il cervello di un grande matematico,
o di un prodigioso portiere di calcio, se non è stimolato da attività ed
esercizio non svilupperà mai le proprie caratteristiche, mentre al contrario
ricerca ed allenamento stimoleranno lo sviluppo pieno delle potenzialità
genetiche. Quello che però è certo è che il risultato conclusivo era già
contenuto, in potenza, nella pellicola genetica del cervello.

Il problema centrale, conclude Wilson, è che dalla genetica non dipendono
soltanto l'intelligenza, le inclinazioni, i ruoli, l'aggressività e
l'emotività, ma anche le scelte morali fondamentali, che non sono affatto il
prodotto di un libero arbitrio, ma espressione di tendenze iscritte da
sempre nel patrimonio genetico del nostro cervello. Queste sono, del resto,
affermazioni lucidamente scritte nel mio libro del 1981.

Un altro volume, edito nel 1993 da un altro Wilson, James Q. - senza legame
alcuno con Edward O. Wilson - è The moral sense, che tratta del rapporto tra
scelte etiche e regioni limbica e ipotalamica del cervello. Un libro che ha
avuto grande influenza nell'ambiente neuroscientifico: sono anche queste
conclusioni tratte nel mio libro del 1981.

E questa ormai la posizione sostanziale che neuroscienziati e ricercatori
hanno in comune, ma che viene espressa con estrema cautela. Il fondatore
stesso della sociobiologia, Edward O.Wilson, è un vecchio liberal infarcito
da sempre delle antiche sciocche credenze politically correct -
antirazzismo, femminismo, permissivismo sessuale, bontà naturale dell'uomo,
raziopacifismo ed enuncia le verità inconfutabili della scienza con palese
rammarico.

Parlando della differenza genetica tra maschio e femmina nella visione delle
cose, e quindi della naturale separazione del loro lavoro, Wilson scrive:
"Ora, non sappiamo a che punto della evoluzione umana questo tratto sia
emerso, né quanta resistenza opponga alle continue e giustificate pressioni
esercitate in nome dei diritti umani".

Ecco, in questa espressione di Edward O.Wilson le "giustificate" pressioni
tradiscono il politically correct, senza impedire alle femministe americane
di invadere una sua sala di conferenze, di rovesciargli addosso acqua e
blocchetti di ghiaccio, e di sbeffeggiarlo pubblicamente.

Inoltre, la più famosa femminista americana, Gloria Steinem, ha dichiarato
televisione che bisognava interrompere subito gli studi sulle differenze
genetiche tra il sistema nervoso del maschio e della femmina.

Ma l'organizzazione dei politically correct d'America - i "sinistri"
americani- è ormai radicalmente scatenata contro la nuova scienza. Non si
tratta di confutarne le tesi, né di proporre altre vie di studio o di
ricerca. Si tratta di proibirla. Se non di proibirne le indagini, di
proibirne la discussione e la pubblicizzazione. Questo non vale solo per la
sociobiologia, ma anche per altre discipline e ampi di ricerca: tutti ormai
pongono nella genetica - quindi in una predisposizione innata - l'intera
personalità di ogni singolo individuo, e ognuna delle sue libere scelte.

Uno studio che ha avuto in America una grande notorietà e un persistente
strascico è quello di due psicologi dell'evoluzione, David Likken e Anke
Telleken dell'Università del Minnesota, che dopo uno studio su duemila

gemelli hanno concluso che la felicità di un individuo ha sostanzialmente
basi genetiche.

Così il nostro senso estetico, così l'inclinazione del maschio alla
poligamia così l'omosessualità, così la tendenza alla criminalità.

Quando il famoso psichiatra Frederick K. Goodwin, capo dell'amministrazione
federale per alcol, droga e salute mentale, nel 1992 presentò a on un
progetto dell'Istituto nazionale di salute mentale che trattava della
"iniziativa violenza", la relazione che ne sorti fu esplosiva. L'
"iniziativa violenza" procedeva, nel silenzio generale dell'indifferenza, da
dieci buoni anni:è un programma sperimentale che, come avviene
accertatamente tra le scimmie, parte dalla premessa che gran parte della
criminalità sociale umana sia prodotta da giovani maschi geneticamente
predisposti.

L' "iniziativa violenza" presupponeva di individuare fin dall'infanzia
questi potenziali criminali e trattarli con terapie adatte.

La gran congerie dei sinistri d'America entrò immediatamente in azione:
Goodwin fu dichiarato fascista, si mobilitarono deputati e senatori, vennero
richieste ed ottenute le dimissioni di Goodwin. Dopodiché il dipartimento di
Sanità e Servizi umani del governo negò che fosse mai esistita un'
"iniziativa violenza". Un convegno già fissato nel maggio 1993
all'Università del Maryland venne annullato. E quando un esperto della
stessa Università, David Wassermann, due anni dopo tentò di riunire i
dispersi ricercatori a Queenstown, un piccolo centro della costa orientale
del Maryland, nonostante la copertura ufficiale di una condanna dei
"nefasti" movimenti eugenetici di inizio secolo, una folla di protestatarii
che inveivano contro il "genocidio" invase la sala e fece chiudere i lavori
con una condanna della "pseudoscienza razzista".

Ancora peggio va nelle ricerche sulle differenze di intelligenza. Per quanto
la maggioranza dei neuroscienziati sia convinta che la dotazione di
intelligenza dipenda fondamentalmente da fattori genetici, una ditta di nome
Neurometrics, che cerca da tempo di commercializzare una cuffia per testare
l'intelligenza, di basso costo e di semplice uso, l'IqCap, basata sugli
studi di E. Roy John e Duilio Giannitrapani, non trova i finanziamenti
necessari.

Stabilito che la scienza emette sentenze che non concedono appelli, il clima
che pervade la politically correctness è quello dell'ostracismo delle
neuroscienze: sembra di essere tornati nell'epoca storica in cui la
dissezione dei cadaveri e le speculazioni sul firmamento erano proibite
dall'autorità morale e giuridica della Chiesa.

Il che non impedì certo alle scienze di progredire, ancorché ad asperrimo
prezzo.

Gli autori più anziani - spesso vittime essi stessi, cominciando da Wilson,
del sinistrismo corrente imposto dai grandi finanziatori della ricerca, gli
oligarchi mondialisti dell'establishment - sono ben consapevoli del clima
dominante, e si muovono con un minimo di circospezione che pure non evita
attacchi e ingiurie. Quella che invece non cerca alcuna cautela è la giovane
generazione di neuroscienziati: nelle conversazioni private, nei dibattiti
informali che essi chiamano bull sessions - chiacchierate fra maschi - essi
esprimono la più indifferente libera determinazione.

Dalla fine degli anni Settanta, nell'era di Wilson, gli studenti di college
sono entrati a frotte nelle neuroscienze. La Society for Neuroscience aveva
nel '70 1100 iscritti. Al suo ultimo congresso, a S. Diego, 23.052 fra
professori, ricercatori e studenti ne hanno fatto forse il più numeroso
raduno professionale degli States.

Il settore che mostra il massimo richiamo è quello della filosofia
accademica, che vede masse di studenti passare continuamente ai laboratori
di neuroscienze.

Il "brain imaging" - questa abbozzata ma palese copia del cervello umano e
delle sue funzioni comportamentali basate sulla genetica - apre la porta
alla più grande rivoluzione culturale mondiale dopo quella di Darwin: non è
la Cultura che può influenzare e governare alla lunga il futuro dell'Uomo,
ma è la Natura, con le sue leggi fisse, immutabili ed inviolabili.

Qundo Nietzsche, avvertito con angoscia il mondo che "Dio è morto",
alludendo al darwinismo scriveva che "se le dottrine ... della mancanza di
ogni diversità cardinale fra l'uomo e l'animale - dottrine che io ritengo
vere ma micidiali - saranno scagliate nel popolo per una generazione ...
nessuno si dovrà poi meravigliare se ... compariranno forse sulla scena
dell'avvenire sistemi di egoismi particolari, affratellamenti a scopo di
rapace sfruttamento dei non fratelli".

Per tutto il Ventesimo secolo, affermava Nietzsche, l'umanità avrebbe
continuato a credere stancamente a quella cosa "miserevole e illusoria"
costituita dai vecchi codici morali in disarmo. Ma nel Ventunesimo secolo
apparirà un'era ancor più terrificante di quella dei grandi conflitti,
un'epoca di eclissi totale di ogni valore, che nessuno, senza un Dio che
ammonisca e punisca, potrà mai superare.

Crollate nella evanescenza dell'innaturale artificio le invenzioni della
Cultura - con la morte di Marx, con la morte di Freud, con la morte di
Pavlov - è crollato il sogno di una supremazia del comportamento umano
determinato dall'ambiente, e determinato con una forza che si approssima
alla progettazione.

L:uomo resta quello che è. Da quando esiste la specie umana - l'Homo sapiens
sapiens, con retaggi di primitivismo e di incompiutezza di maturazione che
analizzammo scientificamente nelle "Radici e il seme" - niente può più
modificare la natura dell'uomo.

Vi sono ancora idee correnti, piani, programmi e servizi dedicati a interi
popoli secondo il "miserevole e illusorio" credo dell'ambiente formativo,
così come vi sono leggi, costituzioni e istituzioni sociali dello stesso
tipo. Lebbra

che pervade l'umanità.

Il futuro, che forse comincia a prendere corpo nei giovani neuroscienziati,
appartiene a chi ha il coraggio della impietosa ricerca della verità, per
piegare il corso della storia alle leggi della Natura facendo festa di tutto
quello che con l'ambiente, il raziopacifismo, il femminismo ha fino ad oggi
avuto potere. Un potere ancora grande, servito da tutte le strutture di
vertice, e da gran parte del mondo delle forze intermedie e di base.

Ferma e salda qua e là la famiglia, ferma e immutabile l'umana natura,
bisogna attendere il giorno in cui la rivolta delle forze vitali naturali
restituirà all'Uomo la volontà di seguire raziocinio e conoscenza.

Bisogna che il mondo degli uomini veri - non i gay, condannati dalla natura
alla corruzione del corpo sociale, non le femministe, condannate a seminare
caos e disordine, non i criminali, condannati a generare decadenza e
impoverimento - riprenda il controllo dei popoli e ritrovi un Dio nei Padri
e nelle loro leggi, o un freno alla umana natura nella tradizione religiosa,
o gli antichi Dei alti compagni della tragica vita dell'uomo.

La vita, condizionata dalla verità della nostra natura, conterrà sempre un
seme epico e tragico che il vile fuggirà nella rinuncia. Sarà il più forte e
il più aggressivo, moderato dall'amore per la comunità che nasce dal senso
di appartenenza, a dominare la vita di tutti.Non c'è altra scelta.

Alcuni rifiuteranno la verità e la scienza, alcuni altri resisteranno sulle
antiche posizioni della cultura illuminista, altri ancora rigetteranno la
vita. Ma i più forti - i Vivi - reggeranno in piedi il grande urto: e tre
secoli di follia, nella crescita di una scienza che dice solo la verità,
saranno cancellati dalla storia.

Tragica, disperata, violenta e suprema, la Vita prevarrà.

Questa vita che vede oggi gli uomini morire ogni anno a milioni sulla crosta
del pianeta per la fame, le malattie, le miserie, gli odi tribali, le
guerre, le rivoluzioni, i massacri, i disastri ecologici, i macelli
razziali, tocca oggi per l'intera umanità i suoi limiti più aspri e
terrificanti. Nessuno deve illudersi che la vita, dalla Patagonia a
Vladivostock, dalla Nuova Zelanda alla Carelia, sia quella delle decine di
milioni di uomini del Nord avanzato.

Siamo un'isola di benessere in un deserto di miseria che noi sfruttiamo
predacemente, ma che allo stesso tempo ci assedia dai confini del nostro
potere spiando ogni segno di debolezza. La nostra debolezza attuale sta
nella Cultura

che domina il Nord avanzato sotto l'egemonia della "civiltà" americana.

Il suo primo segno è il presente indirizzo della epistemologia, che spinge
oggi filosofi, matematici e talora scienziati a negare alla scienza la
capacità di comprendere appieno l'uomo, la vita, la storia. Nietzsche, dopo
avere profetizzato gli scontri mondiali del Ventesimo secolo e l'eclissi
totale d'ogni valore del Ventunesimo, pronosticò che la scienza avrebbe
volto contro se stessa il maligno serpe del suo scetticismo e, posta in
discussione la validità dei suoi

fondamenti, si sarebbe autodistrutta.

lo sono certo che la scienza, dopo decenni di interni dissidi, continuerà la
sua strada di verità senza appelli, e le sue applicazioni pratiche
consentiranno ai Paesi del Nord di raggiungere pianeti estremi o di far
saltare la Terra.

Ma intanto per due, per tre generazioni le strutture politiche e culturali
del Sistema continueranno a spingere i popoli al credo liberal le cui
fondamenta sono antiscientifiche.

Finché il dominio della Nuova Scienza non giungerà ad impadronirsi della
cultura di fondo e non cambieranno radicalmente le condizioni politiche
della Terra: allora la sorte imporrà classi dirigenti diverse. Siano esse
consapevoli e raziocinanti - e quindi naturali - o siano esse primitive e
ignoranti d'una scienza dimenticata - e quindi altrettanto naturali - la
vita dei popoli riprenderà tutta a muoversi nella Storia secondo leggi
antiche. Cadranno finalmente i dettami di una costruzione intellettualistica
prodotta dall'Illuminismo, e gli ordinamenti della vita sociale obbediranno
al sentire profondo dell'uomo e al suo indominabile, radicato, bisogno del
Sacro e del Divino.

Sergio Gozzoli
€rnesto
2005-03-28 00:47:21 UTC
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"artamano" <***@tin.it> wrote:
Ci può essere più variabilità genetica tra i genomi di due fratelli di
Viterbo che non tra uno di essi e un pigmeo dell'Africa.

€


Quello che è davvero avvilente è che un ometto da nulla come Berlusconi sia
bastato a mettere in crisi la nostra democrazia.
massivan
2005-03-28 00:57:56 UTC
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"?rnesto"
Post by €rnesto
Quello che è davvero avvilente è che un ometto da nulla come Berlusconi sia
bastato a mettere in crisi la nostra democrazia.
"massivan"

Quale democrazia Ernesto?

Leggi questo tragico ma divertente
"software" poi chiediti se é
stato voluto dal popolo o proviene
da poteri oligarchici e imposto alla
stragarande maggioranza degli
elettori...di ben altro.


C:> cd Propaganda
C:> PROPAGANDA > P2.EXE

Avvio di "Propaganda" ...
Copyright by Trilateral Corporation @ 1974
Versione italiana, release 2 @ 1976
licensed to Licio Gelli, Gran Maestro
P.2 - Piano di rinascita democratica

... installazione avviata

Terminale "Italia" sta caricando 65 files in 6 sub-directories ...

Sub-directory PARTITI ...
Invalidazione partitocrazia ... fatto
Apertura utility "pentapartito" ... fatto
Dissoluzione partiti: Dc, Pci, Psi ... fatto
Scongelamento Destra Nazionale ... fatto
Creazione Alleanza Nazionale
(con antifascismo) ... fatto
Formazione due poli moderati ... fatto
Creazione polo liberal-conservatore ... fatto
Creazione polo social-laburista ... fatto

Sub-directory ISTITUZIONI ...
Depotenziamento parlamento ... fatto
Rafforzamento esecutivo ... fatto
Sistema elettorale maggioritario ... fatto
Estensione referendum ... fatto
Decretazione d'urgenza (con reiterazione) ... fatto
Inemendabilità leggi chiave (finanziaria) ... fatto
Formazione diretta squadra di governo ... fatto
Ministri non parlamentari (tecnici) ... fatto
Nuovo modello di difesa ... fatto
Normalizzazione servizi segreti ... fatto

Sub-directory MAGISTRATURA ...
Riduzione autonomia Corte Costituzionale ... fatto
Riduzione autonomia Pubblico Ministero ... fatto
Riforma processo penale ... fatto
Responsabilità civile giudici (punibilità) ... fatto
Ripulimento del paese ("mani pulite") ... fatto

Sub-directory LAVORO ...
Soppressione conflitto di classe ... fatto
Limitazione diritto di sciopero ... fatto
Rottura unità sindacale ... fatto
Ricompattamento sindacato (neocorporativo) ... fatto
Confederazione sindacale polo conservatore ... fatto
Collaborazione sindacale alla produzione ... fatto
Precarizzazione e flessibilizzazione del lavoro ... fatto
Partecipazione salario a risultati d'impresa ... fatto
Riduzione sistematica costo del lavoro ... fatto
Abolizione scala mobile ... fatto
Soppressione festività infrasettimanali ... fatto
Taglio servizi pubblici eccessivi ... fatto
Previdenza assicurativa a capitalizzazione (non a ripartizione) ... fatto
Predisposizione pensioni integrative private ... fatto
Allungamento età pensionabile ... fatto
Revisione pensioni invalidità ... fatto
Assistenzialismo per lavori sociali (utili) ... fatto

Sub-directory CAPITALE ...
Nuova legislazione bancaria (mista universale) ... fatto
Appalti urbanistica contrattata ... fatto
Piano metropolitane e trasporti veloci ... fatto
Riforma sistema sanitario e ospedaliero ... fatto
Riduzione progressività fisco e imposte indirette ... fatto
Esenzione fiscale profitti per autofinanziamento ... fatto

Sub-directory CONSENSO ...
Fine delle ideologie ... fatto
Controllo editoria ... fatto
Autorità di controllo mass-media ... fatto
Dissoluzione Rai ... fatto
Formazione polo televisivo privato ... fatto
Riassetto proprietà giornali ... fatto
Uso privatistico istruzione pubblica ... fatto

Terminale "Italia" ha rilevato 12 files
in 5 sub-directories mancanti o difettosi
Il programma PROPAGANDA 2 prevede
procedure di autoapprendimento per
l'autoprogrammazione e la riparazione di alcuni di questi files

Premere Control+Alt per proseguire

Premere Delete per abortire l'installazione di P.2

Dopo 30 secondi di stand-by senza istruzioni
terminale "Italia" avvia automaticamente
la procedura

Sub-directory ISTITUZIONI ...
Revisione seconda parte Costituzione ...
Progetto macroregioni ...
Gaullismo o militaricrazia ...

Sub-directory MAGISTRATURA ...
Separazione carriere giudici e magistrati ...
Riforma Consiglio superiore magistratura ...
Censura stampa giudiziaria ...

Sub-directory LAVORO ...
Creazione sindacato unico neocorporativo ...

Sub-directory CAPITALE ...
Abolizione nominatività azioni ...
Leggi antitrust (difesa monopoli nazionali) ...

Sub-directory CONSENSO ...
Numero chiuso università ...

Terminale "Italia" sta completando la procedura di autoapprendimento ...
fatto

Error ... Error ... Error ...

Terminale "Italia" non ha potuto caricare 2 files in sub-directory
ISTITUZIONI

* Elezione diretta Presidente

* Federalismo debole

per una delle seguenti possibili cause:
- uno o più files sono mancanti o difettosi e non riparabili
- uno o più files sono tra loro incompatibili
- non può leggere il file nascosto o compresso PRESIDENZIALISMO

Provare a copiare il file nascosto o compresso, per caricare files
difettosi,
da programma originale Usa o da una versione ridotta, francese o tedesca

Installazione parziale P.2 completata
Terminale "Italia" può comunque avviare
il programma II REPUBBLICA

Grazie per la scelta.

Alberi o Poli, chiunque voi siate, buon lavoro.

Possa essere il vostro ultimo lavoro!
€rnesto
2005-03-28 13:49:59 UTC
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Post by massivan
"?rnesto"
Post by €rnesto
Quello che è davvero avvilente è che un ometto da nulla come Berlusconi
sia
Post by €rnesto
bastato a mettere in crisi la nostra democrazia.
"massivan"
Quale democrazia Ernesto?
QUELLA NATA DALLA GUERRA CIVILE DI LIBERAZIONE: Quella scritta nella
grande COSTITUZIONE ITALIANA firmata da democristiani, liberali,
socialisti e comunisti. Senza i fascisti.

Come tutte le democrazie la nostra è stata tragicamente imperfetta:
l'impossibilità di un ricambio dovuto alla guerra fredda, i golpe
neofascisti alimentati dalal CIA, le varie P2, le mafie.... ne puoi
trovare tante di tragedie!

Però l'ossatura democratica di base non è mai stata davvero messa in
dubbio.

E' la prima volta, dopo il ducione, che viene fatto.

Lo dice il mondo intero.

POLITIKEN è il più venduto quotidiano danese.

Commentando i morti di camorra a Napoli, la nomina di Fini fascistoide
in kippah a ministro degli Esteri, le leggi berlusconiane volte a
"neutralizzare lo stato di diritto", il controllo abnorme di
Berlusconi sui mezzi di informazione, scrive:

"Mentre l'Europa si torce le mani al pesniero che tra alcuni anni la
Turchia possa, forse, guadagnarsi il merito di diventare membro della
UE, si accetta tranquillamente un'Italia il cui leader usa una parte
sempre maggiore del suo potere politico per affossare il sistema di
diritto e la libertà di espressione.
Dalla sua vittoria nella campagna elettorale del 2001, con il suo
comportamento poilitico Berlusconi è diventato la più grande minaccia
contro la democrazia italiana dopo Mussolini.

La democrazia è quasi in stato di assedio. Se al Paese dovesse
capitare la disgrazia che Berlusconi vincesse anche le elezioni del
2006, diventerà molto più difficile riuscire a liberarsi di lui e del
suo ambizioso ministro degli Esteri, per non parlare poi del potere
mafioso.

L'UE deve aiutare i cittadini italiani a invertire uno sviluppo
politico così inaccettabile.

Se di fronte alla Turchia possiamo sciorinare un intero catalogo di
richieste su tutto, dai dirittiumani ai principi dello Stato di
dirittoi, dovrebbe venire da sè porre le STESSE CONDIZIONI AGLI STATI
GIA' ADERENTI."

Così ci vede il mondo.
€
Michele Bendazzoli
2005-03-28 16:32:02 UTC
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Post by €rnesto
Post by massivan
"?rnesto"
Post by €rnesto
Quello che è davvero avvilente è che un ometto da nulla come Berlusconi
sia
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bastato a mettere in crisi la nostra democrazia.
"massivan"
Quale democrazia Ernesto?
QUELLA NATA DALLA GUERRA CIVILE DI LIBERAZIONE: Quella scritta nella
grande COSTITUZIONE ITALIANA firmata da democristiani, liberali,
socialisti e comunisti. Senza i fascisti.
Quali fascisti? Quelli di prima del marzo 1944, quelli che, come l'ex
presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, hanno firmato la carta
che sosteneva la razza ariana, quelli come Dario Fo, etc., Indro
Montanelli, etc. o quelli dopo?

Michele
Argo
2005-03-28 17:33:10 UTC
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"Michele Bendazzoli" <***@ns.mickymouse.it> ha scritto nel
messaggio news:***@ns.mickymouse.it...
CUT
Post by Michele Bendazzoli
Quali fascisti? Quelli di prima del marzo 1944, quelli che, come l'ex
presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, hanno firmato la carta
che sosteneva la razza ariana, quelli come Dario Fo, etc., Indro
Montanelli, etc. o quelli dopo?
Michele
Devo contraddirti per amor di verità. Scalfaro fu un fedele magistrato
fascista (e poi della RSI), che si distinse, dopo la fine della guerra,
per ottenere la condanna a morte del federale di Novara Enrico Vezzalini
(persona degnissima, per unanime opinione dei suoi concittadini). Tu ti
confondi con Eugenio Scalfari, che scriveva nel periodo fascista
infiammati articoli su periodici fascisti, come pure Giorgio Bocca.
Altri noti fascisti furono Aldo Moro, Bobbio e gran parte della
nomenklatura del mondo politico cosiddetto democratico del dopoguerra.
Si possono consultare al riguardo le opere di Giorgio Pisanò e la
rubrica del Borghese "Camerata dove sei", che documentava i trascorsi
fascistissimi di noti antifascisti.
Michele Bendazzoli
2005-03-31 07:00:19 UTC
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Post by Argo
Post by Michele Bendazzoli
Quali fascisti? Quelli di prima del marzo 1944, quelli che, come l'ex
presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, hanno firmato la carta
che sosteneva la razza ariana, quelli come Dario Fo, etc., Indro
Montanelli, etc. o quelli dopo?
Michele
Devo contraddirti per amor di verità. Scalfaro fu un fedele magistrato
fascista (e poi della RSI), che si distinse, dopo la fine della guerra,
per ottenere la condanna a morte del federale di Novara Enrico Vezzalini
(persona degnissima, per unanime opinione dei suoi concittadini).
Esatto. Cioe' prima era una fascista, poi, non appena non ha piu'
incassato lo stipendio da magistrato (credo abbia lo incassato fino
al Marzo del 1944), ha iniziato a far ammazzare i *fascisti*, fra i quali,
se non ricordo male, un ragazzo di 17 anni *reo* di aver combattuto con i
repubblichini, ovvero con quelli che, *coerentemente*, difendevano la
dignita' di questo merdoso Stato italiano. Stato italiano che,
coerentemente, ha poi eletto proprio Scalfaro quale simbolo della sua
storia ...
Post by Argo
Tu ti
confondi con Eugenio Scalfari, che scriveva nel periodo fascista
infiammati articoli su periodici fascisti, come pure Giorgio Bocca.
Altri noti fascisti furono Aldo Moro, Bobbio e gran parte della
nomenklatura del mondo politico cosiddetto democratico del dopoguerra.
Si possono consultare al riguardo le opere di Giorgio Pisanò e la
rubrica del Borghese "Camerata dove sei", che documentava i trascorsi
fascistissimi di noti antifascisti.
In effetti la tua precisazione e' giusta, volevo riferirmi genericamente
a tutti i coglioni che vorrebbero venire a fare la morale alla lega e
hanno una coda di paglia lunga un km.

ciao, Michele
artamano
2005-03-29 17:10:54 UTC
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Post by €rnesto
Ci può essere più variabilità genetica tra i genomi di due fratelli di
Viterbo che non tra uno di essi e un pigmeo dell'Africa.
Balle !
Perchè presumi di ritenere importanti tutti i caratteri.
Mentre lo sono quelli che identificano l'essere umano in quanto essere
sociale.
Per esempio io e un mio connazionale della stessa mia etnia e della stessa
ideologia possiamo avere differenze fisiche notevolissime quali ad esempio
il peso,la corporatura ,il gruppo sanguigno,la peluria,la forma dei piedi
ecc.
Ma avremo simile ciò che ci identifica come esseri sociali cioè la forma
psichica comportamentale.Di cui le caratteristiche morfologiche etniche sono
solo la bandiera.
Razza è psichismo superiore.
B di Bicienzo
2005-03-29 18:15:05 UTC
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"artamano" <***@tin.it> ha scritto nel messaggio news:y_f2e.1132142$***@news4.tin.it...
...
Post by artamano
Razza è psichismo superiore.
perchè, psichismo inferiore sarebbe non-razza?
artamano
2005-03-30 21:26:35 UTC
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Post by B di Bicienzo
perchè, psichismo inferiore sarebbe non-razza?
No,per me l'essere umano è uno,cioè mente e corpo assieme in unità.
Quindi non c'è parte buona e cattiva.
Volevo solo dire che la razza è importante perchè influenza ciò che noi
orgogliosamente definiamo le parti superiori,quelle intellettive e
comportamentali .
C di Colino
2005-03-31 02:50:42 UTC
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Post by artamano
Post by B di Bicienzo
perchè, psichismo inferiore sarebbe non-razza?
No,per me l'essere umano è uno,cioè mente e corpo assieme in unità.
Quindi non c'è parte buona e cattiva.
Volevo solo dire che la razza è importante perchè influenza ciò che noi
orgogliosamente definiamo le parti superiori,quelle intellettive e
comportamentali .
quindi tu ritieni corretto dire che una persona si comporta in un certo modo
in quanto è bianco, negro o pellerossa oppure occhi a mandorla, e non in
funzione della sua cultura, della sua educazione, esperienze, esempi,
letture....
artamano
2005-04-04 17:28:09 UTC
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Post by C di Colino
quindi tu ritieni corretto dire che una persona si comporta in un certo modo
in quanto è bianco, negro o pellerossa oppure occhi a mandorla, e non in
funzione della sua cultura, della sua educazione, esperienze, esempi,
letture....
ritengo che la genetica influenzi molto il comportamento sociale delle
persone.
Le razze sono molto disomogenee per descrivere comportamenti coerenti
riguardanti i loro componenti.
Ma credo,e la scienza lo conferma sempre di più ogni giorno,che corpo e
mente,morale e eredità biologica,non possano essere scissi in quanto si
influenzano reciprocamente.
fuzzy
2005-04-07 12:13:08 UTC
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Post by artamano
ritengo che la genetica influenzi molto il comportamento sociale delle
persone.
Si potrebbe anche dire l'opposto: che il comportamento sociale
influenza la genetica. Per es. Mi piace procreare con una di "razza"
diversa dalla mia.
Post by artamano
Le razze sono molto disomogenee per descrivere comportamenti coerenti
riguardanti i loro componenti.
Ma credo,e la scienza lo conferma sempre di più ogni giorno,che corpo e
mente,morale e eredità biologica,non possano essere scissi in quanto si
influenzano reciprocamente.
E quindi?

fuzzy


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
artamano
2005-04-07 22:24:16 UTC
Permalink
Post by fuzzy
Si potrebbe anche dire l'opposto: che il comportamento sociale
influenza la genetica. Per es. Mi piace procreare con una di "razza"
diversa dalla mia.
Si potrebbe dire certamente.Infatti le differenze comportamentali e fisiche
tra le varie stirpi dipendono molto anche da scelte estetiche e morali
compiute nei secoli.Che hanno creato selezioni sociali molto forti in quanto
escludevano i contrari dalla vita sociale .
Post by fuzzy
Post by artamano
Le razze sono molto disomogenee per descrivere comportamenti coerenti
riguardanti i loro componenti.
Ma credo,e la scienza lo conferma sempre di più ogni giorno,che corpo e
mente,morale e eredità biologica,non possano essere scissi in quanto si
influenzano reciprocamente.
E quindi?
quindi razza e comportamento sono legati strattamente in una corrispondenza
biunivoca.La differenza biolocica è anche culturale e la cultura influenza
la biologia.
Mescolare le razze quindi è una cosa nefasta in quanto crea problemi proprio
laddove dovrebbe esserci unità e armonia.cioè nelle società umane.
fuzzy
2005-04-08 08:58:36 UTC
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Post by artamano
Si potrebbe dire certamente.Infatti le differenze comportamentali e fisiche
tra le varie stirpi dipendono molto anche da scelte estetiche e morali
compiute nei secoli.Che hanno creato selezioni sociali molto forti in quanto
escludevano i contrari dalla vita sociale.
Balle, campate in aria. Non si e' creata nessuna stirpe, perche'
il rimescolamento e' stato continuo. Gli antichi latini si sono
mescolati con i barbari. Noi siamo tutti bastardi.
Post by artamano
Post by fuzzy
E quindi?
quindi razza e comportamento sono legati strattamente in una
corrispondenza
Post by artamano
biunivoca.
Si infatti, io di razza caucasica, mi piace il mescolamento
con altre razze. Dipende dalla mia biologia-cultura.
Post by artamano
Mescolare le razze quindi è una cosa nefasta in quanto crea problemi proprio
laddove dovrebbe esserci unità e armonia.
Ma a me non crea nessun problema, anzi mi crea unita' e armonia.
Chi mi crea problemi invece sono i razzisti, che infatti nella societa'
sono aborriti.

I razzisti sono degli ignoranti ed emarginati nelle societa'
moderne e ne minano l'armonia e l'unita.

Il razzismo e' nefasto per la societa' ,
infatti e' giustamente un reato penale.

Mentre lo scambio biologico e culturale e' stimato
come il massimo bene.

fuzzy


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
artamano
2005-04-08 22:12:14 UTC
Permalink
Post by fuzzy
Balle, campate in aria. Non si e' creata nessuna stirpe, perche'
il rimescolamento e' stato continuo. Gli antichi latini si sono
mescolati con i barbari. Noi siamo tutti bastardi.
ma erano sempre popolazioni europee e bianche.
Post by fuzzy
Si infatti, io di razza caucasica, mi piace il mescolamento
con altre razze. Dipende dalla mia biologia-cultura.
no,è un crimine contro la vita di tutti quelli che sono tuoi
concittadini.Entità di ordine superiore a quello degli individui per il
fatto di avere una durata di vita potenziale infinitamente più lunga di
quella degli uomini che la costituiscono, la razza è ciò che dà valore
all'uomo, è il tramite per il quale si esprimono i suoi Dei. Reciprocamente,
ha scritto Vacher de Lapouge riprendendo la critica all'individualismo
pronunciata da Tocqueville, "ciascuno rivive nei suoi discendenti, e la
solidarietà più effettiva collega fra loro i membri della famiglia, a tal
punto che in una stirpe è in un certo senso la discendenza a costituire la
realtà e i singoli discendenti sono invece le manifestazioni temporanee e
fenomeniche dell'eredità".
Gli uomini non possono sentirsi soddisfatti vivendo nella condizione di
individui amnesici, intercambiabili, incapaci di prolungare la propria
esistenza oltre la morte (tale concetto è stato splendidamente illustrato
duemilacinquecento anni or sono da Pericle nell'orazione funebre per i
caduti ateniesi).
La razza è ciò che ci permette di viere nella nostra essenza oltre i limiti
della piccola esistenza individuale.
Chi danneggia la razza in realtà è un assassino.
Post by fuzzy
I razzisti sono degli ignoranti ed emarginati nelle societa'
moderne e ne minano l'armonia e l'unita.
Il razzismo e' nefasto per la societa' ,
infatti e' giustamente un reato penale.
Mentre lo scambio biologico e culturale e' stimato
come il massimo bene.
ma questo vale in una società malata.In cui si uccidono milioni di bambini
con l'aborto per poi lamentarsi del loro scarso numero e chiedere una
maggiore invasione.
O si inquina la terra per garantire a una minoranza il superfluo ,ma non il
necessario per formare una famiglia.
I razzisti sono emarginati perchè dicono la verità.Dimostrata dall'ecologia
e dalla storia.
Dr. Antonio Fico
2005-04-25 08:45:30 UTC
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Probabilmente la tua ragazza è geneticametne così diversa da te da
appartenere ad un'altra razza ma tu non lo sai.........TI CONSIGLIO DI
CONTROLLARE!!!!!!!
Post by artamano
Post by fuzzy
Si potrebbe anche dire l'opposto: che il comportamento sociale
influenza la genetica. Per es. Mi piace procreare con una di "razza"
diversa dalla mia.
Si potrebbe dire certamente.Infatti le differenze comportamentali e fisiche
tra le varie stirpi dipendono molto anche da scelte estetiche e morali
compiute nei secoli.Che hanno creato selezioni sociali molto forti in quanto
escludevano i contrari dalla vita sociale .
Post by fuzzy
Post by artamano
Le razze sono molto disomogenee per descrivere comportamenti coerenti
riguardanti i loro componenti.
Ma credo,e la scienza lo conferma sempre di più ogni giorno,che corpo e
mente,morale e eredità biologica,non possano essere scissi in quanto si
influenzano reciprocamente.
E quindi?
quindi razza e comportamento sono legati strattamente in una
corrispondenza
Post by artamano
biunivoca.La differenza biolocica è anche culturale e la cultura influenza
la biologia.
Mescolare le razze quindi è una cosa nefasta in quanto crea problemi proprio
laddove dovrebbe esserci unità e armonia.cioè nelle società umane.
€rnesto
2005-04-05 17:06:16 UTC
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Post by artamano
Post by B di Bicienzo
perchè, psichismo inferiore sarebbe non-razza?
No,per me l'essere umano è uno,cioè mente e corpo assieme in unità.
Quindi non c'è parte buona e cattiva.
Volevo solo dire che la razza è importante perchè influenza ciò che noi
orgogliosamente definiamo le parti superiori,quelle intellettive e
comportamentali .
"noi orgogliasemente" CHI??????????

La razza umana?

€


"La filosofia è scritta sul miele, sembra bella ma svanisce e lascia solo l'appiccicaticcio" Albert Einstein
Radiomustori
2005-04-05 18:16:45 UTC
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Post by €rnesto
"noi orgogliasemente" CHI??????????
La razza umana?
No la buccia di banana che sei
--
Un saluto a volo su Spaccanapoli con gli angeli della luce
100.000 Olmstrom
Radiomustori
artamano
2005-04-07 22:24:44 UTC
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Post by €rnesto
"noi orgogliasemente" CHI??????????
La razza umana?
in questo caso indicavo esattamente la specie umana.
fuzzy
2005-03-31 07:16:29 UTC
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Post by artamano
Post by €rnesto
Ci può essere più variabilità genetica tra i genomi di due fratelli di
Viterbo che non tra uno di essi e un pigmeo dell'Africa.
Balle !
Perchè presumi di ritenere importanti tutti i caratteri.
Mentre lo sono quelli che identificano l'essere umano in quanto essere
sociale.
Per esempio io e un mio connazionale della stessa mia etnia e della stessa
ideologia possiamo avere differenze fisiche notevolissime quali ad esempio
il peso,la corporatura ,il gruppo sanguigno,la peluria,la forma dei piedi
ecc.
Ma avremo simile ciò che ci identifica come esseri sociali cioè la forma
psichica comportamentale.Di cui le caratteristiche morfologiche etniche sono
solo la bandiera.
Infatti l'errore piu' ingenuo non lo fai tu ma lo compie chi ti critica,
perche' opera una critica al razzismo, basata sulla biologia. Ma
in tal modo non fa che avallare il razzismo e assumerlo come
implicito.

Chi critica il razzismo con argomentazioni biologico-genetiche
ha implicitamente accettato il razzismo...

fuzzy




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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
danilo
2005-03-31 16:07:06 UTC
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Post by fuzzy
Chi critica il razzismo con argomentazioni biologico-genetiche
ha implicitamente accettato il razzismo...
Beh, no.
Sarebbe come dire che chi critica l'assurdità di giocare al lotto un numero
che non esce da un po', e lo fa con argomentazioni statistiche,
implicitamente accetta che il 54 abbia più probabilità di uscire.
Un errore logico in un campo specifico del sapere può essere confutato
all'interno di quel campo, senza che perciò lo si accetti. Altrimenti siamo
all'argomento di S.Anselmo...

Poi, capisco cosa intendi. Il razzismo _non_ è un argomento biologico, ma
sociologico, o psicologico. Ed è questo il campo nel quale andrebbe
affrontato.
Epperò segargli i riscontri scientifici, per quanto non siano fondanti ma
solo di supporto, direi coreografici, male non può fare...

Danilo


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ErbaVoglio
2005-04-01 08:04:24 UTC
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Post by danilo
Epperò segargli i riscontri scientifici, per quanto non siano fondanti ma
solo di supporto, direi coreografici, male non può fare...
Chi contrasta la discriminazione negando la veridicità dei presupposti su
cui è basata, implicitamene riconosce che, ove quei presupposti fossero o
sono corretti, la discriminazione è legittimata. Penso ad esempio a
situazioni in cui una diversità biologica è presente (handicap fisici,
mentali), e comporta anche una diminuzione di funzionalità socialmente
riconosciute come desiderabili.
Io ho capito, credo, la tua obiezione, che consiste nello sfatare le
convinzioni errate di persone in "buona fede": ma spiegare, pedigree alla
mano, che un cane non va preso a calci perchè appartiene alla tua stessa
razza non è secondo me l'approccio più corretto al razzismo.
Erba
Post by danilo
Danilo
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danilo
2005-04-01 11:33:42 UTC
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Post by ErbaVoglio
Chi contrasta la discriminazione negando la veridicità dei presupposti su
cui è basata, implicitamene riconosce che, ove quei presupposti fossero o
sono corretti, la discriminazione è legittimata. Penso ad esempio a
situazioni in cui una diversità biologica è presente (handicap fisici,
mentali), e comporta anche una diminuzione di funzionalità socialmente
riconosciute come desiderabili.
Beh, a questo punto dipende da cosa intendiamo con "discriminazione" o con
"razzismo".
Se intendiamo la libertà di approfittare del discriminato nel nostro
esclusivo interesse, allora sono d'accordo con te. Questo è moralmente
sbagliato, qualunque sia la situazione biologica nostra e altrui. E quindi
il fatto che la diversità biologica esista o meno è del tutto ininfluente.

Ma se noi invece parliamo di diritti e doveri, la cosa cambia. Noi non
riconosciamo ad un bambino di cinque anni la stessa nostra capacità di
discriminare, e perciò i suoi diritti e i suoi doveri diminuiscono, nel suo
stesso interesse, e non nel nostro.
Se esistesse davvero una differenza fra le diverse popolazioni umane a
livello di capacità intellettuali, non sarebbe sbagliato tenerne conto. E un
benevolo colonialismo sarebbe moralmente accettabile, anzi desiderabile.
Dopotutto, noi non lasciamo ai bambini la libertà di scegliere se usare o
non usare una pistola, o se mangiare o non mangiare la verdura. E questo
risulta a _loro_ vantaggio.

Quindi io direi che una forma benevola di razzismo sarebbe il comportamento
desiderabile _se_ esistessero differenze biologiche tali, fra le varie
popolazioni, da giustificarlo. E quindi è del tutto ragionevole, doveroso
direi, sottolineare che tali differenze non esistono.
Mentre invece un razzismo egoistico è comunque sbagliato, che sia rivolto
verso altre popolazioni umane o verso gli scimpanzè, e quindi, in questo
senso, le differenze biologiche sono ininfluenti.

Danilo


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ErbaVoglio
2005-04-01 16:24:57 UTC
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Post by danilo
Beh, a questo punto dipende da cosa intendiamo con "discriminazione" o con
"razzismo".
Se intendiamo la libertà di approfittare del discriminato nel nostro
esclusivo interesse, allora sono d'accordo con te. Questo è moralmente
sbagliato, qualunque sia la situazione biologica nostra e altrui. E quindi
il fatto che la diversità biologica esista o meno è del tutto ininfluente.
Io usavo il termine razzismo nell'accezione comune, quella riportata dai
dizionari, dove sia razzismo che discriminazione vengono intesi per
l'appunto in questo senso.
Post by danilo
Ma se noi invece parliamo di diritti e doveri, la cosa cambia. Noi non
riconosciamo ad un bambino di cinque anni la stessa nostra capacità di
discriminare, e perciò i suoi diritti e i suoi doveri diminuiscono, nel suo
stesso interesse, e non nel nostro.
Se esistesse davvero una differenza fra le diverse popolazioni umane a
livello di capacità intellettuali, non sarebbe sbagliato tenerne conto. E un
benevolo colonialismo sarebbe moralmente accettabile, anzi desiderabile.
Questo è un discorso interessante. Naturalmente non considero l'abolizione
delle barriere architettoniche un fenomeno di razzismo. Ma esiste, nel farsi
carico della società dei normali delle esigenze dei disabili (e sto usando
il termine nell'accezione più ampia) una _presunzione_ di stabilire loro
quali sono tali esigenze che, penso, possa essere assimilabile a quello che
tu definisci benevolo paternalismo. Ora , le situazioni non sono tutte
uguali, converrai. Quale differenza biologica ammette e rende desiderabile
che qualcuno prenda le decisioni al posto di un altro? Se ci pensi, non una
differenza biologica in sè, che di per sè anche dove è riscontrabile non
dice nulla, ma gli _effetti_ che tale diversità ha sulla funzionalità
sociale della persona. Ad esempio sulla sua produttività, per fare l'esempio
forse più pertinenete. Ma i criteri sono squisitamente sociali, o culturali
se preferisci, e mai biologici, s enon altro perchè se dovessimo attenerci a
questo allora il diabetico, anzichè venire messo in condizione di lavorare e
di riprodursi, dovrebbe venir lasciato morire.

Erba
Post by danilo
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fuzzy
2005-04-01 19:16:46 UTC
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Post by €rnesto
Ci può essere più variabilità genetica tra i genomi di due fratelli di
Viterbo che non tra uno di essi e un pigmeo dell'Africa.
Quando ernesto scrive questo dice una cosa giusta
scientificamente, ma anche sbagliata, e irrilevante per
il razzismo.

Infatti nonostante il tasso di variabilita' non sia discriminabile
tuttavia qualsiasi persona non ha nessuna difficolta' a
distinguere un pigmeo dell'africa da suo fratello o dal
vicino di casa, o dalla pressoche' totalita' delle persone
del suo paese.

Quindi di qualunque tipo sia, esiste una invariabilita' percepita
oggettivamente, a prescindere da esami scientifici.
Questo e' sufficiente al razzista per stabilire che il pigmeo e'
diverso. E ha ragione, il pigmeo E' diverso!

La determinazione del criterio di distinzione tra cio che e uguale
o cio che e' diverso e' arbitrario, pertanto e' perfettamente inutile
spostare questo criterio ad un livello piu' basso.

Ma alla fine cio che fa del razzista un razzista, NON e'
la differenza biologica in se stessa, come fatto biologico,
ma il modo come si considera la differenza, il valore
della differenza.

La differenza c'e' sempre, si tratta solo di scegliere come trattarla.
E questo non puo' indicarlo nessuna scienza.
Post by €rnesto
Post by danilo
Beh, a questo punto dipende da cosa intendiamo con "discriminazione" o con
"razzismo".
Se esistesse davvero una differenza fra le diverse popolazioni umane a
livello di capacità intellettuali, non sarebbe sbagliato tenerne conto.
E
Post by €rnesto
Post by danilo
un
benevolo colonialismo sarebbe moralmente accettabile, anzi desiderabile.
Se il tuo discorso fosse giusto, perche' applicarlo solo alle
capacita' intellettuali? Potremmo applicarlo anche alle
differenze fisiche. O alle differenze culturali (a parita' di
intelligenza).
Per es. io potrei trovare giusto colonizzare il trentino assoggettanto la
popolazione razzista perche' la ritengo inferiore (al che sarei io stesso
razzista e dovrei colonizzarmi da solo)!!! :)
Oppure qualsiasi altra categoria potrebbe a buon diritto
assurgere a criterio sufficiente per discriminare.
E chi deve stabilire quale categoria utilizzare nella
discriminazione? danilo?

Oltretutto i criteri di determinazione delle capacita' intellettuali
apparterrebbero solo ad una parte, e quindi con quale diritto
aspirerebbero a criterio anche per l'altra, se non in virtu' di una
imposizione violenta? (la qual cosa accade normalmente nel
rapporto tra uomo e altri animali, e tra uomo e uomo come credo
dica anche Erba).

fuzzy

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
€rnesto
2005-04-05 17:15:57 UTC
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Post by fuzzy
Post by €rnesto
Ci può essere più variabilità genetica tra i genomi di due fratelli di
Viterbo che non tra uno di essi e un pigmeo dell'Africa.
Quando ernesto scrive questo dice una cosa giusta
scientificamente, ma anche sbagliata, e irrilevante per
il razzismo.
Infatti nonostante il tasso di variabilita' non sia discriminabile
tuttavia qualsiasi persona non ha nessuna difficolta' a
distinguere un pigmeo dell'africa da suo fratello o dal
vicino di casa, o dalla pressoche' totalita' delle persone
del suo paese.
Verissimo e queste evidenti differenze somatiche del fenotipo portano
gli ignoranti in genetica a credere nelle razze.
In realtà i genomi die pigmei e quello degli svedesi sono simili e
indistinguibili con uan varianza statistica di alleli di circa lo
0,1%.

le caratteristiche somatiche vistose non sono prodotte da geni DIVERSI
ma solo da una diversa modulazione della loro espressione.

Noi possiamo vedere il colore della pelle ma non possiamo vedere le
altre centomila caratteristiche genetiche: se le vedessimo dovremmo o
dividere l'umanità in decine di migliaia di "razze" o ammettere che
siamo una razza sola.

€
Post by fuzzy
Quindi di qualunque tipo sia, esiste una invariabilita' percepita
oggettivamente, a prescindere da esami scientifici.
Questo e' sufficiente al razzista per stabilire che il pigmeo e'
diverso. E ha ragione, il pigmeo E' diverso!
La determinazione del criterio di distinzione tra cio che e uguale
o cio che e' diverso e' arbitrario, pertanto e' perfettamente inutile
spostare questo criterio ad un livello piu' basso.
Ma alla fine cio che fa del razzista un razzista, NON e'
la differenza biologica in se stessa, come fatto biologico,
ma il modo come si considera la differenza, il valore
della differenza.
La differenza c'e' sempre, si tratta solo di scegliere come trattarla.
E questo non puo' indicarlo nessuna scienza.
Post by €rnesto
Post by danilo
Beh, a questo punto dipende da cosa intendiamo con "discriminazione" o
con
Post by €rnesto
Post by danilo
"razzismo".
Se esistesse davvero una differenza fra le diverse popolazioni umane a
livello di capacità intellettuali, non sarebbe sbagliato tenerne conto.
E
Post by €rnesto
Post by danilo
un
benevolo colonialismo sarebbe moralmente accettabile, anzi desiderabile.
Se il tuo discorso fosse giusto, perche' applicarlo solo alle
capacita' intellettuali? Potremmo applicarlo anche alle
differenze fisiche. O alle differenze culturali (a parita' di
intelligenza).
Per es. io potrei trovare giusto colonizzare il trentino assoggettanto la
popolazione razzista perche' la ritengo inferiore (al che sarei io stesso
razzista e dovrei colonizzarmi da solo)!!! :)
Oppure qualsiasi altra categoria potrebbe a buon diritto
assurgere a criterio sufficiente per discriminare.
E chi deve stabilire quale categoria utilizzare nella
discriminazione? danilo?
Oltretutto i criteri di determinazione delle capacita' intellettuali
apparterrebbero solo ad una parte, e quindi con quale diritto
aspirerebbero a criterio anche per l'altra, se non in virtu' di una
imposizione violenta? (la qual cosa accade normalmente nel
rapporto tra uomo e altri animali, e tra uomo e uomo come credo
dica anche Erba).
fuzzy
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
fuzzy
2005-04-05 21:02:35 UTC
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Post by €rnesto
altre centomila caratteristiche genetiche: se le vedessimo dovremmo o
dividere l'umanità in decine di migliaia di "razze" o ammettere che
siamo una razza sola.
Siamo un po tostarelli, e'! ;)
Facciamo un'ipotesi immaginaria e terra-terra.

1) assunto tuo: la genetica dimostra che siamo una sola razza
(quindi il razzismo sbaglia)

Ora immagina per assurdo che la genetica ad un certo punto
accerti che esitano invece due razze umane.

Ora Ernesto devi scegliere:

2) o in virtu' della tua assunzione (1) diventi razzista accettando
i risultati della scienza genetica, (quindi i razzisti ora hanno ragione)

3) oppure continui a non essere razzista, ma allora devi
necessariamente fregartene della tua assunzine (1)
ossia dei risultati della genetica.

Quindi con il tuo discorso genetico che non c'e' sufficiente
variabilita' dimostri: o che sei un razzista "potenziale" oppure
che stai dicendo una cosa del tutto inutile rispetto al razzismo.

ti e' piu' chiaro cosi'?
Post by €rnesto
E sì! Quando si parla di razze in senso genetico si usano
argomentazioni biologiche
In realta' "razza" non ha propriamente un senso genetico
E' un termine di senso comune. Di solito credono che
sia un termine della genetica gli ignoranti del bar dello
sport, o al massimo gli allevatori di bestiame, o i
razzisti.

fuzzy


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
danilo
2005-04-06 10:36:03 UTC
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Post by fuzzy
Facciamo un'ipotesi immaginaria e terra-terra.
1) assunto tuo: la genetica dimostra che siamo una sola razza
(quindi il razzismo sbaglia)
Ora immagina per assurdo che la genetica ad un certo punto
accerti che esitano invece due razze umane.
Io ho ancora qualche difficoltà a capire il punto...
Forse dipende dalla definizione di razzismo. Andiamo avanti col tuo esempio.
Poniamo che si scopra che uomo e scimpanzè sono interfecondi e che lo è
anche la loro prole, in pratica due razze.
A questo punto io sarei favorevole a leggi discriminatorie, ad esempio
vorrei che fosse vietato agli scimpanzè il possesso di armi da fuoco e che i
sistemi scolastici fossero separati.
Questo perchè _esistono_ differenze genetiche, fra uomo e scimpanzè, le
quali determinano una minore capacità di valutazione delle situazioni e una
minore capacità di apprendimento da parte dello scimpanzè.
E io valuterei queste capacità in base ad altri caratteri, cioè ad un
generico aspetto da scimpanzè.
Sarei razzista?
Bada bene, non dico che in virtù della superiorità dell'uomo sullo scimpanzè
lo si possa mettere nei campi di concentramento, dico solo che non sarei
felice se mio figlio ne sposasse uno, tutto qui.

E anche il tuo discorso sulle differenze non mi convince del tutto. E' vero
che un pigmeo è differente da uno svedese. Ma è differente per statura,
colore della pelle, e poco altro. Razzismo non è _notare_ le differenze, ma
semmai inferire da queste tutto un altro insieme di differenze che invece
non esistono. Perciò non vedo cosa ci sia di sbagliato nel sostenere
documentatamente che esse appunto non esistono.
E se invece queste differenze esistessero, sarebbe ragionevole prenderne
atto, e comportarsi di conseguenza. Voglio dire, io non assumerei un cieco
come vigile urbano. Se i pigmei fossero geneticamente ciechi, nessuno di
loro potrebbe fare il vigile urbano. E sarei contento se ci fosse una legge
in proposito.
Sarei razzista? Non è una domanda retorica, penso che forse non ci capiamo
bene sul termine.

Danilo


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
fuzzy
2005-04-06 13:15:58 UTC
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Post by danilo
Io ho ancora qualche difficoltà a capire il punto...
Forse dipende dalla definizione di razzismo. Andiamo avanti col tuo esempio.
Poniamo che si scopra che uomo e scimpanzè sono interfecondi e che lo è
anche la loro prole, in pratica due razze.
Questo non e' il mio esempio, e non mi pare un esempio adeguato
alla questione. Stiamo discutendo di differenze intraspecifiche,
che - genetiche o non genetiche - esistono sempre e comunque.
Post by danilo
A questo punto io sarei favorevole a leggi discriminatorie, ad esempio
vorrei che fosse vietato agli scimpanzè il possesso di armi da fuoco e che i
sistemi scolastici fossero separati.
Posto che stiamo parlando di eventuali "varieta' umane" e non tra
specie diverse. Cmq ho gia' risposto a questo. Sarebbe cmq una
decisione-discriminazione unilaterale di una delle due razza e
applicabile con la imposizione. Ho gia' detto che di fatto questo
avviene gia' (d'altronde razzismo e discriminazione esistono)
Post by danilo
Questo perchè _esistono_ differenze genetiche, fra uomo e scimpanzè, le
quali determinano una minore capacità di valutazione delle situazioni e una
minore capacità di apprendimento da parte dello scimpanzè.
Gli scimpanze e il resto del mondo animale e' di fatto gia' discriminato.
Non e' questo cio di cui si parla nel caso del razzismo comunemente inteso.
Lo scimpanze non partecipa della nostra cultura, non sa neanche come
usare un arma, ne cosa sia, per cui il problema non si pone.
Il problema ha senso solo all'interno della compagine umana.
Post by danilo
Razzismo non è _notare_ le differenze, ma
semmai inferire da queste tutto un altro insieme di differenze che invece
non esistono.
Non concordo.
L'idea per cui sono razzista perche' inferisco (a torto) che se uno e'
nero allora e' poco intelligente e' una tua personale delimitazione. Tutta
tua.
Ma e' una versione molto limitata del razzismo.

Razzismo e' invece in generale "notare" e rimarcare le differenze
(fisiche e/o culturali) e su di esse sviluppare una identita' di gruppo
e un senso di appartenenza unite (questo e' importante) alla
volonta' di preservarle.

"moglie e buoi dei paesi tuoi" e' per esempio un motto popolare
razzista, di tipo nazionalista, che fonda la discriminazione su
una identita' etnica. L'intelligenza c'entra poco o niente.

Il razzismo contro gli ebrei, non fu certo basato sulla inferiorita'
intellettiva. La classe intellettuale e scientifica in germania era
largamente formata da ebrei.

In genere ai razzisiti basta la fisionomia, o un particolare
tipo di usanze, o una mescolanza dei due fattori. Un insieme di
caratteri identificativi di un'etnia. L'intelligenza e' un prodotto
secondario e non proprio di tutte le forme di razzismo, proprio
perche' e' un carattere non oggettivo, non immediatamente
percepito.
Post by danilo
E se invece queste differenze esistessero, sarebbe ragionevole prenderne
atto, e comportarsi di conseguenza. Voglio dire, io non assumerei un cieco
come vigile urbano.
Non si risolvono le difficolta' portando esempi strampalati e assurdi.
Questo non e' un problema di razzismo, ma un problema pratico.
Nessun cieco puo' fare il vigile urbano, e cio' non e' considrato razzismo.
Altrimenti i bandi di concorso sarebbero tutti ascrivibili a razzismo.
Tuttavia il razzismo esite ed e' reato penale.

Invece la percezione irrazionale di un'identita' violata e
di una conseguente volonta di preservazione del proprio gruppo
e' per esempio quella esplicitata nel film "indovina chi viene a cena?"
(con Spencer Tracy, Katharine Hepburn e Sidney Poitier),
dove anche li' l'intelligenza non era in discussione.

Ogni razzismo inizia cmq sempre da differenze esteriori
e facilmente percepibili. Dire che a livello genetico queste
differenze vengono riassorbite, non serve a togliere la
percezione della differenza.
Se a me, Valerio, la genetica mi dice che tra me e un giapponese
c'e' meno variabilita' che con mia sorella, da un punto di vista
pragmatico, culturale e pratico me ne frego altamente.
Mia sorella non e' scambiabile per errore con un giapponese.
Un europeo non e' scambiabile con un giapponese.
Quindi una differenza invariante c'e' tutta e lampante.

La percezione di questa differenza STABILE e REALE
e' sufficiente a distinguere due gruppi umani su cui
- fregandosene anche della intelligenza - costruire
la identita' di "gruppo".
Se poi a me dispiace che mia figlia si accoppi con un
giapponese, o se voto per impedire che i giapponesi
entrino nel mio paese, allora imo sono razzista.

fuzzy

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
rez
2005-04-06 14:51:34 UTC
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Post by fuzzy
Razzismo e' invece in generale "notare" e rimarcare le differenze
(fisiche e/o culturali) e su di esse sviluppare una identita' di
gruppo e un senso di appartenenza unite (questo e' importante)
alla volonta' di preservarle.
Gli Ebrei sono razzisti?
Post by fuzzy
"moglie e buoi dei paesi tuoi" e' per esempio un motto popolare
razzista, di tipo nazionalista, che fonda la discriminazione su
una identita' etnica. L'intelligenza c'entra poco o niente.
Il razzismo contro gli ebrei, non fu certo basato sulla inferiorita'
intellettiva. La classe intellettuale e scientifica in germania era
largamente formata da ebrei.
Ecco, appunto.. dimmi invece del razzismo "degli".
--
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danilo
2005-04-06 15:27:44 UTC
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Post by rez
Post by fuzzy
Razzismo e' invece in generale "notare" e rimarcare le differenze
(fisiche e/o culturali) e su di esse sviluppare una identita' di
gruppo e un senso di appartenenza unite (questo e' importante)
alla volonta' di preservarle.
Gli Ebrei sono razzisti?
Due considerazioni.
La prima, ovvia, è che rubare ad un ladro continua ad essere un furto.
La seconda, meno ovvia, è: definisci "ebreo".
Ebreo, come spero tu sappia, è solo una connotazione culturale. E chiunque
mantenga una sua identità culturale _deve_ essere xenofobo, in una qualche
misura, il che mi dicono equivalere a razzista, suppergiù.
Perciò direi che tutti quelli che tu puoi chiamare "ebreo" appartengono ad
un sottoinsieme di persone generate da ebrei _e_ che mantengono la loro
connotazione culturale. Mentre invece l'altro sottoinsieme, i figli di ebrei
che non mantengono la loro cultura, che non sono razzisti, tu non li chiami
ebrei. Non li puoi chiamare ebrei, per il semplice fatto che non lo sono da
nessun punto di vista, essendo l'ebraismo una cultura, una religione, o
comunque un comportamento. Chi non si comporta da ebreo non lo è, secondo
nessun criterio dimostrabile, che non sia l'anagrafe.
Quindi la risposta alla tua domanda è ovvia: gli "ebrei", nella tua
accezione, sono razzisti. Per definizione.
Un po' come se io definissi "italiano" chi va a messa tutte le domeniche e
le feste comandate, e poi chiedessi: gli italiani vanno a messa?
Oddio, potresti sempre dire che i miei nonni andavano a messa, e che quindi
io sono un italiano, ma sarebbe un po' tirata per i capelli, non trovi?

Danilo


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
rez
2005-04-06 17:01:41 UTC
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Post by danilo
Post by rez
Post by fuzzy
Razzismo e' invece in generale "notare" e rimarcare le differenze
(fisiche e/o culturali) e su di esse sviluppare una identita' di
gruppo e un senso di appartenenza unite (questo e' importante)
alla volonta' di preservarle.
Gli Ebrei sono razzisti?
Due considerazioni.
La prima, ovvia, è che rubare ad un ladro continua ad essere un furto.
Non capisco cosa vuoi dire: potresti tradurre?
Post by danilo
La seconda, meno ovvia, è: definisci "ebreo".
Lo definisco cosi`.
Alla persona da classificare chiedo: "Sei ebreo?", la sua
risposta mi da` l'etichetta che cerco.
Post by danilo
Ebreo, come spero tu sappia, è solo una connotazione culturale.
Veramente invece non lo so!
Da dove nasce questa tua definizione?
Post by danilo
E chiunque
mantenga una sua identità culturale _deve_ essere xenofobo, in una qualche
misura, il che mi dicono equivalere a razzista, suppergiù.
Infatti mi sono collegato a: "(fisiche e/o culturali)",
del post cui replicavo.
D'altra parte, che lo debba o lo voglia poco importa: cio`
che conta in questa definizione e` se mantiene o no.
Post by danilo
Perciò direi che tutti quelli che tu puoi chiamare "ebreo" appartengono ad
un sottoinsieme di persone generate da ebrei _e_ che mantengono la loro
connotazione culturale. Mentre invece l'altro sottoinsieme, i figli di ebrei
che non mantengono la loro cultura, che non sono razzisti, tu non li chiami
ebrei. Non li puoi chiamare ebrei, per il semplice fatto che non lo sono da
nessun punto di vista, essendo l'ebraismo una cultura, una religione, o
comunque un comportamento. Chi non si comporta da ebreo non lo è, secondo
nessun criterio dimostrabile, che non sia l'anagrafe.
Ma ne conosci personalmente almeno uno di quest'altro
sottoinsieme?
Io cmq non son d'accordo.. posso (se ti interessa)
riportare nomi di personaggi pubblici che sono (o erano)
ebrei, ma non praticanti, ne' tantomeno credenti od
osservanti.
Post by danilo
Quindi la risposta alla tua domanda è ovvia: gli "ebrei", nella tua
accezione, sono razzisti. Per definizione.
Veramente l'accezione non e` la mia.. io chiedevo lumi
proprio circa la validita` di questa definizione.
Ed anche delle sue motivazioni ed utilita`.
--
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-- GNU/Linux 2.4.25 su Slackware 9.1
danilo
2005-04-07 09:09:08 UTC
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Post by rez
Post by danilo
Post by rez
Gli Ebrei sono razzisti?
Due considerazioni.
La prima, ovvia, è che rubare ad un ladro continua ad essere un furto.
Non capisco cosa vuoi dire: potresti tradurre?
Che il razzismo verso un popolo rimane sbagliato indipendentemente dal fatto
che questo popolo sia a sua volta razzista.
Post by rez
Post by danilo
Ebreo, come spero tu sappia, è solo una connotazione culturale.
Veramente invece non lo so!
Da dove nasce questa tua definizione?
Dal fatto che, a livello genotipico e fenotipico, un ebreo askenazita è
indistinguibile da uno slavo e un ebreo sefardita da uno spagnolo. E quindi,
non essendo una connotazione fisica, deve essere culturale, giusto?
Post by rez
Post by danilo
Perciò direi che tutti quelli che tu puoi chiamare "ebreo" appartengono ad
un sottoinsieme di persone generate da ebrei _e_ che mantengono la loro
connotazione culturale. Mentre invece l'altro sottoinsieme, i figli di ebrei
che non mantengono la loro cultura, che non sono razzisti, tu non li chiami
ebrei. Non li puoi chiamare ebrei, per il semplice fatto che non lo sono da
nessun punto di vista, essendo l'ebraismo una cultura, una religione, o
comunque un comportamento. Chi non si comporta da ebreo non lo è, secondo
nessun criterio dimostrabile, che non sia l'anagrafe.
Ma ne conosci personalmente almeno uno di quest'altro
sottoinsieme?
Ne conosco più di uno. Gente con uno zio che si chiama Enoc, e la cui nonna
cucina involtini di verza.
Post by rez
Io cmq non son d'accordo.. posso (se ti interessa)
riportare nomi di personaggi pubblici che sono (o erano)
ebrei, ma non praticanti, ne' tantomeno credenti od
osservanti.
E allora in che senso sono ebrei? Non in senso fisico, non in senso
culturale. Lo si capisce dal cognome? Tutto ciò che si può capire da un
cognome è che quella persona ha quel cognome, punto. Un cognome non è un
segnale attendibile per nessuna caratteristica al di fuori del cognome
stesso, appunto.
Si definiscono ebrei? Allora il discorso è diverso, perchè si identificano
con una cultura specifica.
Post by rez
Post by danilo
Quindi la risposta alla tua domanda è ovvia: gli "ebrei", nella tua
accezione, sono razzisti. Per definizione.
Veramente l'accezione non e` la mia.. io chiedevo lumi
proprio circa la validita` di questa definizione.
Ed anche delle sue motivazioni ed utilita`.
Utilità?

Danilo


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
rez
2005-04-07 17:29:43 UTC
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Post by danilo
Post by rez
Post by danilo
Ebreo, come spero tu sappia, è solo una connotazione culturale.
Veramente invece non lo so!
Da dove nasce questa tua definizione?
Dal fatto che, a livello genotipico e fenotipico, un ebreo askenazita è
indistinguibile da uno slavo e un ebreo sefardita da uno spagnolo. E quindi,
non essendo una connotazione fisica, deve essere culturale, giusto?
Mah.. per me e` ebreo chi e` figlio di madre ebrea.

-cut-
Post by danilo
Post by rez
Post by danilo
Quindi la risposta alla tua domanda è ovvia: gli "ebrei", nella tua
accezione, sono razzisti. Per definizione.
Veramente l'accezione non e` la mia.. io chiedevo lumi
proprio circa la validita` di questa definizione.
Ed anche delle sue motivazioni ed utilita`.
Utilità?
Utilita` per le argomentazioni. In breve, non mi sembrava
troppo azzeccata la definizione di razzista e non ne vedo
l'utilita`: agli Ebrei sarebbe infatti un po' in salita -
penso proprio - applicarla.
--
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-- GNU/Linux 2.4.25 su Slackware 9.1
fuzzy
2005-04-06 19:30:15 UTC
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Post by rez
Post by fuzzy
Razzismo e' invece in generale "notare" e rimarcare le differenze
(fisiche e/o culturali) e su di esse sviluppare una identita' di
gruppo e un senso di appartenenza unite (questo e' importante)
alla volonta' di preservarle.
Gli Ebrei sono razzisti?
Secondo la mia accezione e in base alla
mia esperienza, tendenzialmente si.
Post by rez
Ecco, appunto.. dimmi invece del razzismo "degli".
No. e' un tema troppo delicato. Forse ricorderai
cosa successe ad Asor Rosa o a Sergio Romano
qualche anno fa, per aver solo provato ad impostare
una discussione razionale sul tema.
Quando su certi temi la ragione fa vacanza e' meglio
lasciar perdere del tutto.

Dico solo che in generale non c'e' bisogno di mettere
in pratica una eliminazione fisica del diverso
per essere razzisti. IMO.

ciao
fuzzy

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
rez
2005-04-07 01:42:26 UTC
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Post by fuzzy
Post by rez
Ecco, appunto.. dimmi invece del razzismo "degli".
No. e' un tema troppo delicato.
OK.. TNX:-)
--
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-- GNU/Linux 2.4.25 su Slackware 9.1
artamano
2005-04-08 22:12:11 UTC
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Post by fuzzy
Razzismo e' invece in generale "notare" e rimarcare le differenze
(fisiche e/o culturali) e su di esse sviluppare una identita' di gruppo
e un senso di appartenenza unite (questo e' importante) alla
volonta' di preservarle.
"moglie e buoi dei paesi tuoi" e' per esempio un motto popolare
razzista, di tipo nazionalista, che fonda la discriminazione su
una identita' etnica. L'intelligenza c'entra poco o niente.
Il razzismo contro gli ebrei, non fu certo basato sulla inferiorita'
intellettiva. La classe intellettuale e scientifica in germania era
largamente formata da ebrei.
In genere ai razzisiti basta la fisionomia, o un particolare
tipo di usanze, o una mescolanza dei due fattori. Un insieme di
caratteri identificativi di un'etnia. L'intelligenza e' un prodotto
secondario e non proprio di tutte le forme di razzismo, proprio
perche' e' un carattere non oggettivo, non immediatamente
percepito.
hai capito perfettamente.Ciò che abbiamo nel sangue dai nostri padri, idee
senza parole" - sentenzia Oswald Spengler - "è l'unica cosa che garantisce
la solidità dell'avvenire". Custodire nel fluire del tempo le disposizioni
ereditarie del corpo e dell'anima, la stirpe e la virtù ereditata, incama il
presupposto per non smarrirci nel mondo, per indagare chi fummo, sapere chi
siamo, affermare chi saremo. Contro la decadenza della storia affidiamo la
protezione più salda e la conferma più sicura della nostra continuità vitale
a germi originari trasmessici dai nostri antenati, che già essi un tempo
custodirono e che noi custodiamo oggi nel sangue. L'emergenza del momento
richiede una lucida adesione ai princìpi essenziali, esclude tatticismi e
cedimenti di sorta, impone di serrare i ranghi intorno all'ultima certezza
che abbiamo: fino a quando i popoli del Vecchio Continente, segmenti
temporali e ricetto biologico dell'ethos indoeuropeo, potranno vantare la
sostanziale compattezza delle loro stirpi, sarà sempre possibile che essi
rinascano per riannodare le fila di un destino attualmente perduto.
In questa breve porzione del Tempo, in questo limitato settore dello spazio
mondiale, riallacciandoci agli Dei del Sangue e del Suolo noi ripetiamo le
gesta dei nostri antenati, attuiamo l'idea dell'ordine, affermiamo il
sentimento del bello e del buono. Affrontando il discorso sulla razza - sul
diverso spirito che sottende ogni diverso raggruppamento umano - ribadiamo
quanto esso sia ineludibile e pregiudiziale a ogni altro, cartina di
tornasole per ogni serio impegno speculativo, per ogni coerente volontà
operativa.
Entità di ordine superiore a quello degli individui per il fatto di avere
una durata di vita potenziale infinitamente più lunga di quella degli uomini
che la costituiscono, la razza è ciò che dà valore all'uomo, è il tramite
per il quale si esprimono i suoi Dei. Reciprocamente, ha scritto Vacher de
Lapouge riprendendo la critica all'individualismo pronunciata da
Tocqueville, "ciascuno rivive nei suoi discendenti, e la solidarietà più
effettiva collega fra loro i membri della famiglia, a tal punto che in una
stirpe è in un certo senso la discendenza a costituire la realtà e i singoli
discendenti sono invece le manifestazioni temporanee e fenomeniche
dell'eredità".
Gli uomini non possono sentirsi soddisfatti vivendo nella condizione di
individui amnesici, intercambiabili, incapaci di prolungare la propria
esistenza oltre la morte (tale concetto è stato splendidamente illustrato
duemilacinquecento anni or sono da Pericle nell'orazione funebre per i
caduti ateniesi).
fuzzy
2005-04-11 09:32:16 UTC
Permalink
Post by artamano
hai capito perfettamente.
Tu invece deliri.

fuzzy


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
artamano
2005-04-07 22:24:48 UTC
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Post by €rnesto
Verissimo e queste evidenti differenze somatiche del fenotipo portano
gli ignoranti in genetica a credere nelle razze.
In realtà i genomi die pigmei e quello degli svedesi sono simili e
indistinguibili con uan varianza statistica di alleli di circa lo
0,1%.
anche tra scimpanzè e umani la differenza è piccolissima,in quanto siamo
simili geneticamente per il 98,5%.
Dire che una persona è per il 98,5%simile ad un altra significa dire che è
quasi un gemello.
Ma a quanto pare una piccola differenza genetica può fare una grande
diversità.
Post by €rnesto
le caratteristiche somatiche vistose non sono prodotte da geni DIVERSI
ma solo da una diversa modulazione della loro espressione.
Noi possiamo vedere il colore della pelle ma non possiamo vedere le
altre centomila caratteristiche genetiche: se le vedessimo dovremmo o
dividere l'umanità in decine di migliaia di "razze" o ammettere che
siamo una razza sola.
ma se guardiamo le differenze tra le razze notiamo che la similitudine tra
persone della stessa stirpe concerne un aspetto selezionato dalla cultura
specifica di ciscun popolo.
Cioè quella comportamentale.
Posso essere diverso da un mio consanguineo per quel che riguarda la forma
delle ossa del bacino o delle unghie.Ma siamo simili nello psichismo.
---
Gli studi genetici forniscono oggigiorno molte più conoscenze rispetto al
passato, ed alcune delle nuove tecnologie sono piuttosto potenti ed utili.
Comunque alcuni degli studi più vecchi e rudimentali sono ancora molto
interessanti, ed certuni gettano un'importante luce sulle differenze tra le
razze e le specie. Qui di seguito ne voglio parlare a proposito di due.

La più impportante delle due è una ricerca condotta da Deka ed altri,
American Journal of Human Genetics 56, pag. 461-474, 1995. Questo studio
esamina alcuni marcatori genetici e paragona la distanza genetica di otto
differenti popolazioni umane (Samoani, Nord Amerindi, Sud Amerindi, Nuovi
Guineani, Kachari [Mongoli], Tedeschi, Caucasici in generale, e i Neri
Sokoto della Nigeria [Neri Africani sub Sahariani]) l'un l'altro e con gli
scimpanzè. I dati sono stati analizzati in due modi - con la distanza
genetica di Nei e con la distanza modificata di Cavalli-Sforza.

Quale gruppo è più geneticamente vicino agli scimpanzè ? In entrambi i
metodi è risultato essere il gruppo Nero Nigeriano. Utilizzando il metodo di
Nei, la distanza tra il gruppo Nigeriano e gli scimpanzè è risultata essere
1.334 ± 0.375, in assoluto il valore più vicno (Il secondo gruppo più
vicino è risultato essere il Kachari con un valore di 1.527 ± 0.493). A dire
il vero e per dimostrare di non essere istintivamente eurocentrici
nascondendo dei dati, il gruppo più lontano dagli scimpanzè è risultato
essere quello Sud Amerindo (1.901 ± 0.529); comunque il gruppo Tedesco
(1.856 ± 0.506) ed quello Caucasico (1.860 ± 0.497) sono appena dietro loro
(ed a causa delle incertezze espresse dai ±, virtualmente si sovrappongono).
Considerando il metodo Cavalli-Sforza, i Sokoto Nigeriani risultano essere
ancora i più vicni agli scimpanzè (0.539) di un largo margine. I più lontani
risultano essere ancora i Sud Amerindi come i Samoani (0.711) e Nord
Amerindi (0.697). Perciò, mentre con le due diverse metodologie si hanno
ordinamenti leggermente differenti, in entrambi i casi quello Nigeriano
risulta essere in assoluto il gruppo geneticamente più vicno agli scimpanzè.
Nuovamente, con la prima metodologia, il risultato di questi Africani
sub-Sahariani risulta essere 1.334 mentre quello di tutti gli altri gruppi
oscilla tra 1.527 e 1.901; ed in base al secondo criterio di valutazione il
loro risultato è di 0.539 mentre quello degli altri oscilla da 0.643 (ancora
i Kachari) a 0.712. Conseguentemente, basandosi su questi dati il gruppo
Africano sub-Sahariano risulta essere geneticamente il più vicino agli
scimpanzè. Gli autori, basandosi su questi dati utilizzando gli scimpanzè
come termine di paragone sul "vicino-alberi di congiunzione), rilasciano la
seguente dichiarazione:

".... gli SO [Sokoto Nigeriani] sono i più lontani da tutti gli altri popoli
umani"

In effetti questi dati genetici sono consistenti con il lavoro di J. Iris
(http://www.legioneuropa.org/Racediv/species2.htm) che dimostra come gli
Africani sub-Sahariani abbiano una dentatura più simile alle scimmie,
estinte ed ancora viventi, ed agli ominidi estinti (come gli
australopitechi), di tutte le altre popolazioni umane. I dati genetici e
quelli relativi al fenotipo dentale combaciano perfettamente.

Qualcuno potrebbe trovare spiacevole che tutti questi dati sembrano
correlati a certi stereotipi razziali. Comunque, noi dobbiamo considerare i
fatti, anche se sgradevoli, con onestà. E se ciò include il riconoscimento
che alcuni gruppi possano essere leggermente più distanti dagli scimpanzè
che i Bianchi, così sia. Naturalmente, i gruppi Bianchi hanno "dalla loro
parte" il verdetto della storia I gruppi bianchi hanno "dalla loro parte" il
verdetto di storia tanto quanto
le loro realizzazioni confrontate ad altri gruppi; il fenotipo Europeo non è
secondo a nessuno. Comunque possiamo immaginare che altri gruppi meno
compiuti possano trovare questi dati molto sconvolgenti. Ciò può essere
spiacevole ma comunque non cambia i fatti.

I dati possono anche essere interpretati in un altro modo. Si può anche
paragonare la distanza genetica tra due gruppi umani a quella tra questi due
gruppi e gli scimpanzè e poi calcolare la prima come percentuale della
seconda. Secondo il metodo Nei la distanza Tedesco - Nigeriana (0.238) è un
abbondnte 12.8% della differenza tra il gruppo Tedesco e gli scimpanzè,
mentre utilizzando il metodo Cavalli-Sforza la distranza Tedesco-Nigeriana
(0.168) è un abbondante 24.7% della distanza Tedesco e gli scimpanzè ! E per
la distanza Caucasica - Nigeriana confrontato tra quella esistente tra i
Caucasici e gli scimpanzè i numeri utilizzando questi due metodi sono 13.9%
e 24.9%, rispettivamente !

Questi dati, comunque si macinino i numeri, e comunque i liberals si
straccino le vesti gridando che sono il frutto di interpretazioni sbagliate,
sono molto affascinanti e diffondo una luce importante sulla questione delle
differenze razziali, realtà razziali e le conseguenze dell'incrocio tra
razze diverse. Inoltre indicano come la determinazione della mescolanza
della razza Africa sub-Sahariana (quanto tutte le altre mescolanze)
attraverso le moderne tecnologie (http://www.ancestrybydna.com/
http://www.legioneuropa.org/Racediv/tested.htm) siano di importanza
significativa a noi.

L'altro studio che desidero menzionare brevemente è quello condotto da
Kimmel ed altri, pubblicato su Genetics 143 pagg. 549-555, 1996. Qui otto
popolazioni umane, che includono Caucasici, Mongoli e Africani
sub-Sahariani, sono stati studiati allo scopo di determinare la loro
distanza genetica rlativa. L'unica vera sorpresa qui (ancora non sorprende
che Tedeschi e Nigeriani risultano essere molto distanti e che diversi
gruppi Caucasici, inclusi i Tedeschi, siano molto vicini a loro) è la
(relativamente larga) distanza tra Cinesi e Giapponesi, che alcune persone
male informate possono vederli virtualmente identici. La distanza tra questi
due gruppi Est Asiatici (utilizzando misurazioni relativamente differenti di
quelle compiute nel summenzionato lavoro di Deka ed altri) è di 0.029. Ciò
costituisce un abbondante 72.5% della distanza (0.040) tra i Tedeschi ed i
Bhramins (Indiani Asiatici) di Uttar Pradesh, ed è ancora dell'8.5% di
quella Tedesco - Nigeriana (0.0342). Non tutti gli Est Asiatici sono
identici, sebbene altri dati (Nei and Roychoudhury's classic 1993 paper)
mostrino una relativamente stretta relazione tra i Giapponesi ed i Koreani.
Diverse aree della Cina potrebbero anche mostrare distanze differenti tra
gli altri gruppi Asiatici, naturalmente. In ogni caso l'intenzione
dichiarata del futuro ABD test (http://ancestrybydna.com/FAQs.html) di
distinguere tra le origini Cinese e Giapponese potrebbe effettivamente
essere possibili, in base ai dati dello studio di Kimmel ed altri.

Riassumendo, le differenze razziali sono proprio reali, e le implicazioni di
queste differenze devono essere considerate, nonostante di quanto tali
implicazioni possano essere sconvenienti per la morale contemporanea

Appendice I

La seguente è una lista del cromosoma [umano] 13q (che è stato studiato nel
lavoro di Deka) allelli che sono stati trovati sia nel gruppo Nigeriano che
negli Scimpanzè ma NON in nessun altro gruppo studiato:

FLT1 - 156 and 176
D13S118 - 184
D13S121 - 160 and 180
D13S193 - 127 and 137
D13S124 - 179


E tutto ciò tutto deriva unicamente dal solo studio di 13q ! Si deve
considerare con attenzione questi dati, effettivamente.
artamano
2005-04-07 22:24:46 UTC
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Post by danilo
Beh, a questo punto dipende da cosa intendiamo con "discriminazione" o con
"razzismo".
Se intendiamo la libertà di approfittare del discriminato nel nostro
esclusivo interesse, allora sono d'accordo con te. Questo è moralmente
sbagliato, qualunque sia la situazione biologica nostra e altrui. E quindi
il fatto che la diversità biologica esista o meno è del tutto ininfluente.
Ma diversità biologica conta quando si tratta di valorizzare le differenze
per dire che sono alla base della socialità umana.
Quindi non si tratta di essere razzisti per dominare e sfruttare.
Ma per opporsi al modello mondialista e capitalista che vuole mescolare le
razze e le culture per creare un'umanità indifferenziata e individualista.
Essere differenzialisti vuole dire difendere la specificità di ognuno.
€rnesto
2005-04-05 17:11:48 UTC
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Post by ErbaVoglio
Post by danilo
Epperò segargli i riscontri scientifici, per quanto non siano fondanti ma
solo di supporto, direi coreografici, male non può fare...
Chi contrasta la discriminazione negando la veridicità dei presupposti su
cui è basata, implicitamene riconosce che, ove quei presupposti fossero o
sono corretti, la discriminazione è legittimata. Penso ad esempio a
situazioni in cui una diversità biologica è presente (handicap fisici,
mentali), e comporta anche una diminuzione di funzionalità socialmente
riconosciute come desiderabili.
Su,su! Quando si parla di genetica si parla di caratteri trasmissibili
e non di incidenti sul lavoro.

Ci sono etnie che statisticamente hanno alleli che predispongono ad
alcune malattie genetiche, ma è sempre un fatto statistico della
varianza MAI UNA COSA SINGOLA che possa definire con certezza un
gruppo.

La razza umana è una sola, nonostante i ceppi razziali di partenza,
due o tre milioni di anni fa , fossero molti.

C'è un collo di bottiglia, una strozzatura databile circa 200 mila
anni fa: l'homo Sapiens Sapiens rischiò di scomparire, forse la nostra
razza si ridusse 10mila individui forse anche meno!
Da lì poi discendiamo tutti noi sul pianeta e il continuo mischiarsi
dei genomi non ha permesso lo stratificarsi di variazioni importanti
in nessuna popolazione.

€


"La filosofia è scritta sul miele, sembra bella ma svanisce e lascia solo l'appiccicaticcio" Albert Einstein
artamano
2005-04-08 22:11:30 UTC
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Post by €rnesto
C'è un collo di bottiglia, una strozzatura databile circa 200 mila
anni fa: l'homo Sapiens Sapiens rischiò di scomparire, forse la nostra
razza si ridusse 10mila individui forse anche meno!
Da lì poi discendiamo tutti noi sul pianeta e il continuo mischiarsi
dei genomi non ha permesso lo stratificarsi di variazioni importanti
in nessuna popolazione.
se il mescolamento fosse così importante ,oggi o in passato,le differenze
tra le razze non esisterebbero.Perchè i matrimoni tra una tribù confinate e
l'altra sarebbero stati sufficienti a omogeneizzare tutti i tipi umani.
Le barriere culturali hanno impedito questo,perchè l'unità morfologica e
psichica è quello che forma un popolo.Quello che fa sentire una comunità un
corpo sociale.
Il mescolamento non ha mai creato una popolazione più unita e forte.
I popoli meticci,come popoli,non valgono niente.Come scrive André Béjin:
"Ancorando la propria identità alle razze e alle etnie, investendo in esse
il loro bisogno di solidarietà, tutti quegli uomini che non si rassegnano ad
essere soltanto degli individui sentono attraverso i geni, attraverso la
cultura, che un po' di loro stessi potrà essere trasmesso alle generazioni
future. Nei nostri paesi, la nazione adempie ancora a questa funzione per
molte persone. Ma, per definizione, la assolve meno bene (è più facile
cambiare nazionalità che razza o etnia) e, soprattutto, sembra assolverla
sempre meno bene. Si noti, en passant quanto la disinvoltura e il lassismo
in materia di naturalizzazioni contribuiscano a rafforzare ciò che i
sostenitori della non-selezione in questo campo si sforzano di combattere:
il bisogno di radicamento etnico o razziale".
Insieme ai propri padri e ai propri figli, il razzista venera ed onora gli
Dei che hanno permesso non tanto la sua vita, ma quella dei suoi antenati e
che permetteranno quella dei discendenti. Attraverso la razza l'uomo porta
un tributo di amore a tutto ciò che i suoi avi hanno saputo creare di bello
e di buono nel turbinio della vita fenomenica, amando e onorando quel
Sistema di Valori attraverso il quale risuona la voce degli Dei. Come
folgora icastico Taguieff: "Il razzismo è un'ontologia delle sostanze
intermedie fra i semi-esseri individuali e i non-esseri universali".
Come comunque sentenzia, prudente, l'Institute of Jewish Affairs
nell'ottobre 1984 in Patterns of Prejudice (Modelli di pregiudizio): "Il
fatto di riconoscere che le razze esistono, o anche di professare
un'opinione sull'opportunità o l'inopportunità della loro fusione, non fa di
nessuno un razzista" (prego prendere nota e citare la fonte, per tutti
coloro che saranno trascinati dal Sistema, con l'accusa di "razzismo", nelle
aule dei tribunali).
Scrive inoltre il periodico francese Information juive nell'aprile 1985: "Ci
sembra davvero fuori luogo inserire la questione dei matrimoni misti nel
contesto del razzismo: il fatto di opporsi ad un matrimonio misto non ha
necessariamente il razzismo come motivazione e, spesso, non ha assolutamente
nulla a che vedere con esso. I matrimoni misti, noi ebrei ne sappiamo
qualcosa, sono abbastanza gravidi di conseguenze, che si tratti
dell'equilibrio della coppia, dell'unità e del futuro della famiglia,
dell'educazione dei figli, della perennità delle nostre tradizioni, della
nostra religione, della sopravvivenza del nostro popolo. Chi negherà che
questo genere di matrimoni ha per conseguenza, oltre a conflitti di cultura,
l'indebolimento o addirittura la scomparsa di certe minoranze?".
Anche Régine Lehmann pretende per la sua razza ciò che deve invece essere
negato per tutte le altre: "Razzista è non chi riconosce differenze tra gli
individui, ma chi si pretende superiore in nome di tali differenze. Il
rifiuto dei matrimoni misti è una manifestazione non di razzismo, ma del
desiderio di mantenere l'identità ebraica".
€rnesto
2005-04-15 15:21:36 UTC
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Post by artamano
Post by €rnesto
C'è un collo di bottiglia, una strozzatura databile circa 200 mila
anni fa: l'homo Sapiens Sapiens rischiò di scomparire, forse la nostra
razza si ridusse 10mila individui forse anche meno!
Da lì poi discendiamo tutti noi sul pianeta e il continuo mischiarsi
dei genomi non ha permesso lo stratificarsi di variazioni importanti
in nessuna popolazione.
se il mescolamento fosse così importante ,oggi o in passato,le differenze
tra le razze non esisterebbero.
Infatti non esistono. Tu sei ignorante di genetica e quindi ti lasci
fottere dalle differenze fenotipiche che sono il prodotto di varianze
mescolatissime: anche solo la tonalità della pelle dovuta alla
maggiore melanina pigmentale (l'assenza crea l'albinismo in tutte le
popolazioni!) è talmente enorme e sfumata che sovresti catalogare
migliaia di "razze" e poi moltiplicarle con le altre varianti quasiu
infinite: naso, labbra, occhi, capelli, statura, adipe, lunghezza
degli arti, delle dita, del collo... più qualche altra centomilionata
di differenze...

C'è invece solo una varietà razziale, quella degli ignoranti.

€

"La filosofia è scritta sul miele, sembra bella ma svanisce e lascia solo l'appiccicaticcio" Albert Einstein
artamano
2005-04-17 20:57:50 UTC
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Post by €rnesto
Post by artamano
se il mescolamento fosse così importante ,oggi o in passato,le differenze
tra le razze non esisterebbero.
Infatti non esistono. Tu sei ignorante di genetica e quindi ti lasci
fottere dalle differenze fenotipiche che sono il prodotto di varianze
mescolatissime: anche solo la tonalità della pelle dovuta alla
maggiore melanina pigmentale (l'assenza crea l'albinismo in tutte le
popolazioni!) è talmente enorme e sfumata che sovresti catalogare
migliaia di "razze" e poi moltiplicarle con le altre varianti quasiu
infinite: naso, labbra, occhi, capelli, statura, adipe, lunghezza
degli arti, delle dita, del collo... più qualche altra centomilionata
di differenze...
discorsi speciosi che non cambiano la realtà dei fatti.Le differenze
razziali esistono e sono visibili ,dalla pelle alla forma del cranio,e se la
specie umana fosse stata quella ipotizzata proveniente dall'Africa
150000anni fa non avrebbero potuto formarsi in così breve tempo.Specie se si
suppone che ci sia sempre stato mescolamento.
Voi utopisti del male pensate di negare le differenze razziali dicendo che
non esistono razze pure.E che ci sono tipi intermedi.Ma è come dire che
Roma e Milano non esistono perchè non sono completamente separate poichè vi
sono in mezzo tanti paesi e città.
L'esercizio dialettico però non vi serve a negare la realtà.Perchè chiunque
ha occhi per vedere si accorge della variabilità genetica e comportamentale
tra le razze.E trae le sue conclusioni sulle ideologie egualitarie.
artamano
2005-04-07 22:24:45 UTC
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Post by ErbaVoglio
Chi contrasta la discriminazione negando la veridicità dei presupposti su
cui è basata, implicitamene riconosce che, ove quei presupposti fossero o
sono corretti, la discriminazione è legittimata. Penso ad esempio a
situazioni in cui una diversità biologica è presente (handicap fisici,
mentali), e comporta anche una diminuzione di funzionalità socialmente
riconosciute come desiderabili.
In effetti il tuo ragionamento fila.
Le differenze genetiche sono molto forti tra persona e persona.Pensa solo
all'intelligenza o alla socievolezza,o alla timidezza o all'intelligenza
emotiva.
Gli antirazzisti affidandosi alla scienza non si accorgono che basta variare
l'interpretazione di dati scientifici oggi a disposizione per variare anche
le ricadute politiche.
E se una nuova scoperta dovesse clamorosamente dare ragione ai razzisti?
Tutti allora dovremmo esserlo.
ErbaVoglio
2005-03-31 16:47:27 UTC
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Post by fuzzy
Chi critica il razzismo con argomentazioni biologico-genetiche
ha implicitamente accettato il razzismo...
Perfettamente d'accordo.

Erba
Post by fuzzy
fuzzy
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Leonardo Serni
2005-04-04 21:00:03 UTC
Permalink
Post by fuzzy
Chi critica il razzismo con argomentazioni biologico-genetiche
ha implicitamente accettato il razzismo...
Perche'? Se le argomentazioni non sono valide, confutarle mica vuol dire
accettazione implicita della tesi... ne' c'e' obbligo di usare argomenti
piu' appropriati.

Se io - per dire - critico la datazione sumera di Zechariah Sitchin, non
sto certo accettando implicitamente che l'Uomo sia stato fatto da alieni
un po' rincoglioniti trecentomila anni fa; ne' tanto meno io mi sento in
obbligo di studiare l'ugaritico per poterlo confutare con argomentazioni
assirologiche.

Personalmente trovo piu' divertente accettare le argomentazioni razziste
e vedere dove si va a finire: in genere il procedere del discorso e' che
i négher sono mediamente piu' stupidi, sicche' per dire nelle assunzioni
se ne dovrebbe tenere conto, e se uno e' bianco dovrebbero averlo caro.

Non so quanto inconsciamente, non so quanti razzisti usano l'idea di una
«razza» per sostituire un test (la pelle) che sono certi di superare, ad
un test (il QI) che non possono essere altrettanto certi di superare.

Quando si arriva a dire: «Okay, e' giusto che ci governino i piu' furbi.
Allora mettiamoci al lavoro e selezioniamo i bianchi e i neri piu' furbi
usando appositi test per il QI e poi eleggiamoli», in genere il discorso
assume un che di sadicamente divertente.

Leonardo
--
Nach doiligh domhsa mo chailin a mholadh
'S ni he amhain mar bhi si or
Bhi si mar gath greine a dhul in eadan na gloinne
Is bhi sceimh mhna na finne le mo cailin or
fuzzy
2005-04-05 12:48:43 UTC
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Post by Leonardo Serni
Post by fuzzy
Chi critica il razzismo con argomentazioni biologico-genetiche
ha implicitamente accettato il razzismo...
Perche'?
Gia' e' stato risposto.
Perche' prima di fare le domande non vi leggeti i post?
Post by Leonardo Serni
Chi contrasta la discriminazione negando la veridicità dei presupposti su
cui è basata, implicitamene riconosce che, ove quei presupposti fossero o
sono corretti, la discriminazione è legittimata. Penso ad esempio a
situazioni in cui una diversità biologica è presente (handicap fisici,
mentali), e comporta anche una diminuzione di funzionalità socialmente
riconosciute come desiderabili.
Erba
fuzzy

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Leonardo Serni
2005-04-08 06:45:28 UTC
Permalink
Post by fuzzy
Post by Leonardo Serni
Post by fuzzy
Chi critica il razzismo con argomentazioni biologico-genetiche
ha implicitamente accettato il razzismo...
Perche'?
Gia' e' stato risposto.
Perche' prima di fare le domande non vi leggeti i post?
Potrei farti la stessa domanda, visto che a quanto pare non ti sei letto
il resto del post a cui rispondi; lo ri-parafraso piu' sotto.
Post by fuzzy
Post by Leonardo Serni
Chi contrasta la discriminazione negando la veridicità dei presupposti su
cui è basata, implicitamene riconosce che, ove quei presupposti fossero o
sono corretti, la discriminazione è legittimata.
No, niente affatto - se tu dici tre fesserie, io non ho alcun obbligo di
confutarle tutte e tre. Posso dire: "La seconda e' una fesseria e quindi
la teoria nata dalla loro combinazione va _come minimo_ riveduta".

Non e' che, non avendo fatto subito la fatica di confutare gli altri due
pilastri del ragionamento, abbia rinunciato a confutarli o li abbia dati
per buoni. Ho se mai implicitamente affermato come "NON VALESSE LA PENA"
di confutarli, perche' la falsita' della teoria era gia' garantita dalla
falsita' di uno dei suoi presupposti.

Se poi "QUEL" presupposto si rivelasse invece vero, o non necessario, in
quel momento mi prendero' la briga di confutarne un altro; non prima.

Non e' "implicita accettazione", e' "economia di risorse".

Leonardo
--
Nach doiligh domhsa mo chailin a mholadh
'S ni he amhain mar bhi si or
Bhi si mar gath greine a dhul in eadan na gloinne
Is bhi sceimh mhna na finne le mo cailin or
artamano
2005-04-08 22:11:29 UTC
Permalink
Post by Leonardo Serni
Personalmente trovo piu' divertente accettare le argomentazioni razziste
e vedere dove si va a finire: in genere il procedere del discorso e' che
i négher sono mediamente piu' stupidi, sicche' per dire nelle assunzioni
se ne dovrebbe tenere conto, e se uno e' bianco dovrebbero averlo caro.
Non so quanto inconsciamente, non so quanti razzisti usano l'idea di una
«razza» per sostituire un test (la pelle) che sono certi di superare, ad
un test (il QI) che non possono essere altrettanto certi di superare.
Quando si arriva a dire: «Okay, e' giusto che ci governino i piu' furbi.
Allora mettiamoci al lavoro e selezioniamo i bianchi e i neri piu' furbi
usando appositi test per il QI e poi eleggiamoli», in genere il discorso
assume un che di sadicamente divertente.
ma essere razzisti non significa questo.
Vuol dire difendere l'identità di ciascun popolo affinchè sia permesso
all'individuo di vivere con i propri simili e essere libero di vedere nella
società le stesse regole che sono nella sua mente e nel suo cuore.
La genetica è la base su cui una comunità fonda la sua spiritualità la quale
a sua volta diventa un fattore selettivo.E influenza i geni.
La razza è quello che costituisce l'identità di un popolo e la parte che
sopravvive alla morte dell'individuo.
Quindi ne è superiore.E va difesa più che se si trattasse della vita
individuale.
Leonardo Serni
2005-04-10 20:12:33 UTC
Permalink
On Fri, 08 Apr 2005 22:11:29 GMT, "artamano" <***@tin.it> wrote:

[essere razzisti]
Post by artamano
Vuol dire difendere l'identità di ciascun popolo affinchè sia permesso
all'individuo di vivere con i propri simili e essere libero di vedere nella
società le stesse regole che sono nella sua mente e nel suo cuore.
Sono d'accordo con la prima cosa... non con la seconda: c'e' un sacco di
gente - me compreso - che se desse alla societa' le regole "che ha nella
mente e nel cuore", combinerebbe casini da far rabbrividire.

La societa' dovrebbe essere un compromesso, fra le varie regole, in modo
da trovare un "set" che non scontenti troppo nessuno. Chiaramente, cosi'
facendo si scontentano un po' tutti. Ma l'alternativa e' lo scontro, con
o senza un periodo di segregazione prima, e io eviterei.

Quanto al fatto che una persona possa vivere con i propri simili, quello
che vuoi dire non e' «possa», e' «debba». Perche' scommetto un soldo con
un bottone che tu non ti fidi del fatto che (poniamo) un nègher disposto
a non vivere coi suoi simili e giunto fra nojaltri, _non_ trovi una tosa
bianca disposta alla miscegenazione aggravata e ripetuta :-): e vorresti
una qualche regola per cui o il poverino «debba» stare a casina sua (per
il suo bene, naturalmente) o la tipa «debba» stare a gambestrinte (anche
qui per il suo bene).

E quando cominci a imporre regole, ti tocca farle rispettare, ed in meno
che non si dica sei a dover stendere il filo spinato.

La mia opinione invece e' che se quello vuole venirsene qua - cosi' come
se uno volesse andarsene la' - e trova di che far bene, *purche'* non ci
sia violenza, e non lo facciano per strada (entrambe le cose attualmente
sono proibite dalla legge), bene che lo facciano; e figli maschi.
Post by artamano
La genetica è la base su cui una comunità fonda la sua spiritualità la quale
a sua volta diventa un fattore selettivo.E influenza i geni.
La razza è quello che costituisce l'identità di un popolo e la parte che
sopravvive alla morte dell'individuo.
Allora la cultura e' ancora superiore: quella puo' sopravvivere anche ad
un totale sterminio di _tutti_ gli individui.
Post by artamano
Quindi ne è superiore.
Non sono d'accordo neanche su quel "quindi"... una cosa che dura di piu'
deve essere superiore? E chi l'ha detto? Allora, tanto vale difendere le
montagne. O i libri. O le rovine.

Ammetto di non esserne sicurissimo, ma mi pare che storicamente tutte le
volte che s'e' detto che «qualcosa» valesse piu' della vita dei singoli,
un sacco di singoli non consenzienti siano stati spediti nella fossa. Il
che per me e' una ragione piu' che sufficiente per tenermi alla larga.

Leonardo
--
Nach doiligh domhsa mo chailin a mholadh
'S ni he amhain mar bhi si or
Bhi si mar gath greine a dhul in eadan na gloinne
Is bhi sceimh mhna na finne le mo cailin or
artamano
2005-04-12 15:57:21 UTC
Permalink
Post by Leonardo Serni
La societa' dovrebbe essere un compromesso, fra le varie regole, in modo
da trovare un "set" che non scontenti troppo nessuno. Chiaramente, cosi'
facendo si scontentano un po' tutti. Ma l'alternativa e' lo scontro, con
o senza un periodo di segregazione prima, e io eviterei.
infatti è per evitare scontri tra ghetti o etnie che la società deve al più
possibile essere omogenea al suo interno.Così le divisioni contingenti che
affiorano quotidianamente non vengono caricate di significati simbolici.
Post by Leonardo Serni
Quanto al fatto che una persona possa vivere con i propri simili, quello
che vuoi dire non e' «possa», e' «debba». Perche' scommetto un soldo con
un bottone che tu non ti fidi del fatto che (poniamo) un nègher disposto
a non vivere coi suoi simili e giunto fra nojaltri, _non_ trovi una tosa
bianca disposta alla miscegenazione aggravata e ripetuta :-): e vorresti
una qualche regola per cui o il poverino «debba» stare a casina sua (per
il suo bene, naturalmente) o la tipa «debba» stare a gambestrinte (anche
qui per il suo bene).
ovvio,nessuno è libero di fare del male agli altri e il meticciato è un
assassinio di tutti quelli che sono venuti prima di noi e di tutto il popolo
nella sua identità.L'omicidio è giustamente proibito.Il mescolamento è ben
più grave.
Post by Leonardo Serni
E quando cominci a imporre regole, ti tocca farle rispettare, ed in meno
che non si dica sei a dover stendere il filo spinato.
La mia opinione invece e' che se quello vuole venirsene qua - cosi' come
se uno volesse andarsene la' - e trova di che far bene, *purche'* non ci
sia violenza, e non lo facciano per strada (entrambe le cose attualmente
sono proibite dalla legge), bene che lo facciano; e figli maschi.
e i figli sarebbero il problema perchè non farebbero parte di nessun popolo
e sarebbero nemici di tutte le identità non possedendone nessuna.
Post by Leonardo Serni
Allora la cultura e' ancora superiore: quella puo' sopravvivere anche ad
un totale sterminio di _tutti_ gli individui.
no,non esiste cultura senza le persone che la vivano.
Hai mai visto un idea passeggiare per strada o lavorare ?
Esiste la gente non perdiamoci nelle astrazioni.
Post by Leonardo Serni
Non sono d'accordo neanche su quel "quindi"... una cosa che dura di piu'
deve essere superiore? E chi l'ha detto? Allora, tanto vale difendere le
montagne. O i libri. O le rovine.
Ma la razza è viva .L'individuo isolato è nulla.
E una cellula di un organismo.Quello che conta è l'organismo.Le cellule si
possono sacrificare per lui poichè da esso generate.
Post by Leonardo Serni
Ammetto di non esserne sicurissimo, ma mi pare che storicamente tutte le
volte che s'e' detto che «qualcosa» valesse piu' della vita dei singoli,
un sacco di singoli non consenzienti siano stati spediti nella fossa. Il
che per me e' una ragione piu' che sufficiente per tenermi alla larga.
Tutte le rivoluzioni hanno richiesto vittime.Compreso quella liberale.
E non credo che tu soffra per questo.
A nessuno importa dei morti se non in quanto li si usa per propaganda contro
i nemici.
Leonardo Serni
2005-04-13 21:44:50 UTC
Permalink
Post by artamano
Post by Leonardo Serni
La societa' dovrebbe essere un compromesso, fra le varie regole, in modo
da trovare un "set" che non scontenti troppo nessuno. Chiaramente, cosi'
facendo si scontentano un po' tutti. Ma l'alternativa e' lo scontro, con
o senza un periodo di segregazione prima, e io eviterei.
infatti è per evitare scontri tra ghetti o etnie che la società deve al più
possibile essere omogenea al suo interno.Così le divisioni contingenti che
affiorano quotidianamente non vengono caricate di significati simbolici.
Yep. Ma li' ti serve Dio, perche' altrimenti stai rimandando il problema;
o istituisci un apartheid di quelli duri, tipo muro di dodici metri lungo
il confine, oppure qualche asimmetria economica rendera' desiderabile, ad
uno dei due lati, far venire qualcuno «di la'» per lavorare. Idem, per il
commercio: se l'Italia impianta fabbriche in Cina, non e' che tu ti possa
permettere di non fare andare in Cina dei tecnici italiani, ne' tantomeno
di castrarli quando partono :-)

Sicche' si arriva sempre e comunque al miscelamento; solo che, se mescoli
pian pianino senza scassare 'u cazz, le cose vanno bene; se tenti di fare
la diga, il giorno che la diga si rompe succede il terremoto di Messina.
Post by artamano
Post by Leonardo Serni
Quanto al fatto che una persona possa vivere con i propri simili, quello
che vuoi dire non e' «possa», e' «debba».[...]
ovvio,nessuno è libero di fare del male agli altri e il meticciato è un
assassinio di tutti quelli che sono venuti prima di noi e di tutto il popolo
nella sua identità.L'omicidio è giustamente proibito.Il mescolamento è ben
più grave.
Okay. Come visto sopra, l'isolazionismo economico e' perdente - cioe', le
nazioni che accettano il mescolamento fanno UN CULO COSI' alle altre, che
quindi o rinnegano la propria ideologia o devono pensare alla guerra.

Cosa rimane? L'unica alternativa aperta e' la pulizia etnica: solo che in
questo caso si parla di guerra mondiale.

Idem per una possibile "dittatura planetaria" in grado di imporre regole,
tipo la castrazione per le coppie miste, e farle rispettare. Se ci fosse,
non esisterebbe alcun problema; ma imporla significa mettersi contro piu'
o meno TUTTI. E parecchi di quei tutti hanno le bombe H.
Post by artamano
Post by Leonardo Serni
Allora la cultura e' ancora superiore: quella puo' sopravvivere anche ad
un totale sterminio di _tutti_ gli individui.
no,non esiste cultura senza le persone che la vivano.
Hai mai visto un idea passeggiare per strada o lavorare ?
Esiste la gente non perdiamoci nelle astrazioni.
To'. Tu mi parli di "razza", ma nemmeno quella io vedo per le strade: per
le strade io vedo le persone. Dal loro aspetto, capelli, vestiti, ecc. io
posso farmi delle idee di "razza" e di "cultura" allo stesso modo.
Post by artamano
Ma la razza è viva .L'individuo isolato è nulla.
E una cellula di un organismo.Quello che conta è l'organismo.Le cellule si
possono sacrificare per lui poichè da esso generate.
Si', ma se io ho un angioma e gli sparo col laser, quello muore senza che
mi rompa piu' i coglioni. Se ho un gruppo di persone che voglio forzare a
fare qualcosa - nemmeno morire: anche solo farsi castrare, o indossare un
triangolo giallo - quelle, magari non sulle prime, ma contrattaccano. Con
fucili, pistole, Semtex, agguati e quant'altro.

E magari gente che non gliene puo' fregare di meno del colore della pelle
si uniscono al movimento perche' gli garba lavorare col Semtex. Guarda ad
esempio cos'e' successo in Irlanda, dove due etnie sostanzialmente uguali
si sono marzagrate per anni. Per motivi razziali? No, all'origine *quasi*
soltanto perche' Enrico VIII voleva trombarsi chi gli pareva (ok: c'erano
altre e piu' cogenti ragioni -- ma politiche, mica razziali).

Da li' e' nato un tritello politico e culturale, non razziale, che pero',
decenni e secoli dopo, ci porta all'I.R.A. ...si', l'individuo da solo lo
puoi anche definire «nulla», ma se quello non e' d'accordo e ti spara?
Post by artamano
Tutte le rivoluzioni hanno richiesto vittime.Compreso quella liberale.
E non credo che tu soffra per questo.
A nessuno importa dei morti se non in quanto li si usa per propaganda contro
i nemici.
Ma infatti a me non importa niente dei morti: importa dei vivi. Anzi, per
essere piu' precisi, mi importa di "un" particolare vivo: io. Io che vivo
con budget energetici, economici e quant'altro, da farci stare dieci - se
non cento - persone del Terzo Mondo.

Visto che, cosi', non si puo' andare avanti, preferirei che io - e i miei
discendenti - si abbia un po' meno, e quegli altri cento un po' di piu' e
si contentino gradualmente, piuttosto che mettermi in una situazione dove
per i prossimi vent'anni sto benone, e poi i trenta sopravvissuti di quei
cento (venti morti per cazzi loro, e altri cinquanta ammazzati durante la
difesa) mi invadono casa e mi tagliano la gola.

Se i miei nipoti saranno piu' scuri di me e mangeranno cous-cous, saranno
pero' miei nipoti e avranno quel po' di mia cultura che potro' comunicare
loro; e poi a me il cous-cous piace. E fra bianchi scuri di pelle, e neri
schiariti, ci si intende meglio. Altrimenti ci sta che, fra cent'anni, il
mondo sia tutto bianco o tutto nero ma devastato da decenni di conflitti.

Non e' che pensi davvero che le cose siano COSI' drammatiche: pero' credo
che tu al contrario sia ottimista fino alla follia :-)

Leonardo
--
Nach doiligh domhsa mo chailin a mholadh
'S ni he amhain mar bhi si or
Bhi si mar gath greine a dhul in eadan na gloinne
Is bhi sceimh mhna na finne le mo cailin or
artamano
2005-04-17 20:57:52 UTC
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Post by Leonardo Serni
Yep. Ma li' ti serve Dio, perche' altrimenti stai rimandando il problema;
o istituisci un apartheid di quelli duri, tipo muro di dodici metri lungo
il confine, oppure qualche asimmetria economica rendera' desiderabile, ad
uno dei due lati, far venire qualcuno «di la'» per lavorare. Idem, per il
commercio: se l'Italia impianta fabbriche in Cina, non e' che tu ti possa
permettere di non fare andare in Cina dei tecnici italiani, ne' tantomeno
di castrarli quando partono :-)
infatti per essere veramente e autenticamente razzisti bisogna essere
contrari ad ogni sistema economico che non si fondi sul bene della nazione.
E'assurdo pensare di regolamentare l'immigrazione o di bloccarla quando gli
imprenditori fanno il possibile per favorirla.
Post by Leonardo Serni
Sicche' si arriva sempre e comunque al miscelamento; solo che, se mescoli
pian pianino senza scassare 'u cazz, le cose vanno bene; se tenti di fare
la diga, il giorno che la diga si rompe succede il terremoto di Messina.
no,gli immigrati vengono perchè sanno poi di poter restare.Infatti i poteri
forti dell'economia fanno il possibile per favorire l'immigrazione.Ma se
fosse considerata un crimine con multe molto forti per che fornisce lavoro o
alloggio per i clandestini sarebbero gli stessi immigrati a evitare di
venire.Nessuno varca un confine solo per finire in galera.
Post by Leonardo Serni
Okay. Come visto sopra, l'isolazionismo economico e' perdente - cioe', le
nazioni che accettano il mescolamento fanno UN CULO COSI' alle altre, che
quindi o rinnegano la propria ideologia o devono pensare alla guerra.
non credo.Giappone e Cina non subiscono immigrazione e società multirazziale
e non soffrono per questo.Mentre invece le società miste sono tribolate da
continue tensioni etniche,che diventano tragedie allorquando l'economia
entra in crisi.
Post by Leonardo Serni
Cosa rimane? L'unica alternativa aperta e' la pulizia etnica: solo che in
questo caso si parla di guerra mondiale.
perchè guerra mondiale ?
Se l'Europa cacciasse via gli stranieri allogeni chi le farebbe guerra ?
Post by Leonardo Serni
Idem per una possibile "dittatura planetaria" in grado di imporre regole,
tipo la castrazione per le coppie miste, e farle rispettare. Se ci fosse,
non esisterebbe alcun problema; ma imporla significa mettersi contro piu'
o meno TUTTI. E parecchi di quei tutti hanno le bombe H.
Non c'è bisogno di dittatura planetaria per espellere gli immigrati
dall'Europa.
E le coppie miste non ci sarebbero per niente.Il fatto è che una volta che
si esce dal capitalismo non ci sono più foze interne alla società che
lavorano contro.
Quindi non serve il dominio sul mondo.
Post by Leonardo Serni
To'. Tu mi parli di "razza", ma nemmeno quella io vedo per le strade: per
le strade io vedo le persone. Dal loro aspetto, capelli, vestiti, ecc. io
posso farmi delle idee di "razza" e di "cultura" allo stesso modo.
appunto,le persone esistono e i popoli anche.Sono le "culture" che non
esistono.
Post by Leonardo Serni
Si', ma se io ho un angioma e gli sparo col laser, quello muore senza che
mi rompa piu' i coglioni. Se ho un gruppo di persone che voglio forzare a
fare qualcosa - nemmeno morire: anche solo farsi castrare, o indossare un
triangolo giallo - quelle, magari non sulle prime, ma contrattaccano. Con
fucili, pistole, Semtex, agguati e quant'altro.
esageri la reattività degli individui.Per lo più sono animali d'allevamento
e non gli importa niente di niente di combattere.Certo bisogna evitare di
metterli alle strette.
Ma allorquando gli stranieri sono cacciati via tutti il problema delle
coppie miste non ci sarà più.
Poi per rigenerere la razza si potrà lavorare facendo in modo che i migliori
facciano molti figli con il contributo statale.
Alla plebe basterà garantire divertimenti e anticoncezionali.Vedrai che
starà zitta .
Post by Leonardo Serni
E magari gente che non gliene puo' fregare di meno del colore della pelle
si uniscono al movimento perche' gli garba lavorare col Semtex. Guarda ad
esempio cos'e' successo in Irlanda, dove due etnie sostanzialmente uguali
si sono marzagrate per anni. Per motivi razziali? No, all'origine *quasi*
soltanto perche' Enrico VIII voleva trombarsi chi gli pareva (ok: c'erano
altre e piu' cogenti ragioni -- ma politiche, mica razziali).
appunto,figurati allora quando le differenze tra le comunità nemiche
sara'razziale.
Hai visto il Libano e la Jugoslavia ?
Quello sarà il futuro che ci aspetta.Quando il capitalismo entrerà in crisi.
Post by Leonardo Serni
Da li' e' nato un tritello politico e culturale, non razziale, che pero',
decenni e secoli dopo, ci porta all'I.R.A. ...si', l'individuo da solo lo
puoi anche definire «nulla», ma se quello non e' d'accordo e ti spara?
peggio per lui.In una guerra etnica la linea del fronte passa per l'etnia
non per l'ideologia.Quel tizio avrà contro tutti.
Post by Leonardo Serni
Ma infatti a me non importa niente dei morti: importa dei vivi. Anzi, per
essere piu' precisi, mi importa di "un" particolare vivo: io. Io che vivo
con budget energetici, economici e quant'altro, da farci stare dieci - se
non cento - persone del Terzo Mondo.
Visto che, cosi', non si puo' andare avanti, preferirei che io - e i miei
discendenti - si abbia un po' meno, e quegli altri cento un po' di piu' e
si contentino gradualmente, piuttosto che mettermi in una situazione dove
per i prossimi vent'anni sto benone, e poi i trenta sopravvissuti di quei
cento (venti morti per cazzi loro, e altri cinquanta ammazzati durante la
difesa) mi invadono casa e mi tagliano la gola.
ma è il capitalismo che ti ha messo in questa situazione.Non il razzismo.
Se fosse stato per noi il sistema economico mondiale non ci sarebbe.
Dobbiamo renderci conto che la guerra razziale sarà il nostro futuro.
Non lo abbiamo voluto noi ma abbiamo perso la guerra e dobbiamo subire gli
errori degli altri.
Post by Leonardo Serni
Se i miei nipoti saranno piu' scuri di me e mangeranno cous-cous, saranno
pero' miei nipoti e avranno quel po' di mia cultura che potro' comunicare
loro; e poi a me il cous-cous piace. E fra bianchi scuri di pelle, e neri
schiariti, ci si intende meglio. Altrimenti ci sta che, fra cent'anni, il
mondo sia tutto bianco o tutto nero ma devastato da decenni di conflitti.
cultura ? E cosa c'è di tanto importante nella tua "cultura"da dovere essere
trasmessa ai figli meticci dell'Italia di domani ?
Definisci la tua "cultura".

I conflitti ci saranno perchè provocati da un ingiustizia che nega le
identità collettive dei popoli.E ben vengano.Perchè saranno l'occasione per
ritrovare noi stessi.
Post by Leonardo Serni
Non e' che pensi davvero che le cose siano COSI' drammatiche: pero' credo
che tu al contrario sia ottimista fino alla follia :-)
Leonardo
ottimista ?
No,pessimista attivo.
Leonardo Serni
2005-04-20 22:36:26 UTC
Permalink
Post by artamano
infatti per essere veramente e autenticamente razzisti bisogna essere
contrari ad ogni sistema economico che non si fondi sul bene della nazione.
E'assurdo pensare di regolamentare l'immigrazione o di bloccarla quando gli
imprenditori fanno il possibile per favorirla.
OK. E ti metti contro gli imprenditori: "hai detto stéccolo, parte I".
Post by artamano
Post by Leonardo Serni
Cosa rimane? L'unica alternativa aperta e' la pulizia etnica: solo che in
questo caso si parla di guerra mondiale.
perchè guerra mondiale ?
Se l'Europa cacciasse via gli stranieri allogeni chi le farebbe guerra ?
Si comincia a dire che un sacco di quegli "stranieri" sono naturalizzati
magari da tre o quattro generazioni. Hanno interessi economici, amici, i
loro giri, e nessuna voglia di andarsene.

Non sara' - ancora - pulizia etnica, ma deportazione si'. Oltretutto, e'
da vedere dove li mandi, nel senso "se se li pigliano", visto che magari
tu uno lo vedi come mezzo nero, e di la' lo vedono come mezzo bianco; e,
o perche' ci credono o per spuntare concessioni, dicono "Tenetevelo!".
Post by artamano
Non c'è bisogno di dittatura planetaria per espellere gli immigrati
dall'Europa.
No, ma una bella dittatura in Europa si' - perche' parli di un numero di
cittadini che va dalle centinaia di migliaia, a qualche milione, dipende
quale grado di "purezza razziale" pretendi.

Per dire, io ho un'amica che si chiama Maria, figlia di genitori nati in
Italia; il nonno materno era americano, ma di solido ceppo nero. Sicche'
la bimba e' europea per sette ottavi. 'sa facciamo, la spediamo... dove?
Post by artamano
Post by Leonardo Serni
Si', ma se io ho un angioma e gli sparo col laser, quello muore senza che
mi rompa piu' i coglioni. Se ho un gruppo di persone che voglio forzare a
fare qualcosa - nemmeno morire: anche solo farsi castrare, o indossare un
triangolo giallo - quelle, magari non sulle prime, ma contrattaccano. Con
fucili, pistole, Semtex, agguati e quant'altro.
esageri la reattività degli individui. Per lo più sono animali d'allevamento
e non gli importa niente di niente di combattere. Certo bisogna evitare di
metterli alle strette.
Non vedo bene come si possa non "mettere alle strette" un tizio, se alla
fin fine lo vuoi buttar fuori di casa. Tu guarda il casino che fanno per
uno sfratto. Qui, avresti una pratica che un sacco di benpensanti (fra i
quali il sottoscritto) definirebbero odiosa; dici che non ci sarebbe una
robusta resistenza?
Post by artamano
Alla plebe basterà garantire divertimenti e anticoncezionali.Vedrai che
starà zitta.
Mmm. Tu ed io non viviamo sullo stesso pianeta.
Post by artamano
Post by Leonardo Serni
E magari gente che non gliene puo' fregare di meno del colore della pelle
si uniscono al movimento perche' gli garba lavorare col Semtex. Guarda ad
esempio cos'e' successo in Irlanda, dove due etnie sostanzialmente uguali
si sono marzagrate per anni. Per motivi razziali? No, all'origine *quasi*
soltanto perche' Enrico VIII voleva trombarsi chi gli pareva (ok: c'erano
altre e piu' cogenti ragioni -- ma politiche, mica razziali).
appunto,figurati allora quando le differenze tra le comunità nemiche
sara' razziale.
Yesss. E si risolve in due modi: facendo sparire una delle due razze; o,
in modo meno cruento, facendole sparire tutte e due rifondendole in una.

Perche', a meno di avere la famosa dittatura planetaria, finira' che una
delle nazioni-etnie sara' piu' ricca, un'altra piu' povera... e, prima o
poi, a qualcuno verra' in mente una soluzione.
Post by artamano
Hai visto il Libano e la Jugoslavia ?
E tu hai presente Iraq e Kuwait?
Post by artamano
Post by Leonardo Serni
decenni e secoli dopo, ci porta all'I.R.A. ...si', l'individuo da solo lo
puoi anche definire «nulla», ma se quello non e' d'accordo e ti spara?
peggio per lui.In una guerra etnica la linea del fronte passa per l'etnia
non per l'ideologia.Quel tizio avrà contro tutti.
Ti sfuggono due cose: una e' che quel tizio non sara' solo; avra', pochi,
ma ne avra', dei compagni.

Due, cosa riescono a fare venti persone motivate, usando dei taglierini e
quattro aerei di linea.

Ora tu immaginati di avercene qualche decina di migliaia di persone cosi'
motivate.

Immaginati tutti quei bei senegalesi naturalizzati francesi - al punto da
servire nelle Forze Armate francesi - quando gli dici "raus".
Post by artamano
ma è il capitalismo che ti ha messo in questa situazione.Non il razzismo.
Se fosse stato per noi il sistema economico mondiale non ci sarebbe.
Guarda: egoisticamente, a me, un bello sterminio etnico nel 1500 andrebbe
benissimo. Fossero spariti tutti tranne i bianchi; o tutti tranne i neri;
o tutti tranne i gialli. Oggi, «io» (o qualcuno che chiamerebbe se stesso
«io») sarebbe bianco, nero, giallo o a pallini in un mondo monocolore, in
cui la gente probabilmente s'ammazzera' per motivi di classe anziche' per
motivi di razza, e non avrei questa conversazione demenziale; ma ne avrei
una simile parlando di juventini contro milanisti, chissa'.

Pero' nel 1500 lo sterminio famoso non c'e' stato.

Sicche', invece di ragionare "come se" le cose fossero andate o potessero
andare in altri versi, suggerirei di prendere atto della cosa.

E il mio suggerimento e' che, se le razze esistono, ed e' un male, allora
la meglio e' mescolarle piu' in fretta possibile. Fra cent'anni i marroni
ricchi s'ammazzeranno coi marroni poveri, ma nel frattempo, almeno avremo
evitato un po' di spargimento di sangue.

E fra cent'anni si parlera' di rimescolare la ricchezza come adesso io ti
suggerisco di rimescolare la melanina. Ho detto che e' facile? No. Ma per
il momento direi che sia il non fare niente, sia il fare come dici tu, ci
portino al casino totale globale; il sistema tuo, piu' in fretta.
Post by artamano
Dobbiamo renderci conto che la guerra razziale sarà il nostro futuro.
Corché? Corcazzo. POTREBBE esserlo: vediamo di evitarlo, perdinci.
Post by artamano
Post by Leonardo Serni
Se i miei nipoti saranno piu' scuri di me e mangeranno cous-cous, saranno
pero' miei nipoti e avranno quel po' di mia cultura che potro' comunicare
loro; e poi a me il cous-cous piace. E fra bianchi scuri di pelle, e neri
schiariti, ci si intende meglio. Altrimenti ci sta che, fra cent'anni, il
mondo sia tutto bianco o tutto nero ma devastato da decenni di conflitti.
cultura ? E cosa c'è di tanto importante nella tua "cultura"da dovere essere
trasmessa ai figli meticci dell'Italia di domani ?
Boh? A me basta siano contenti. E non prendersi a gollettoni a vista, per
me, e' gia' un buon inizio.
Post by artamano
I conflitti ci saranno perchè provocati da un ingiustizia che nega le
identità collettive dei popoli.E ben vengano.Perchè saranno l'occasione per
ritrovare noi stessi.
Si', in una trincea a sparacchiare, o in una casa tappati dentro senza la
gana di mettere fuori il becco.

Ritrovare noi stessi? Ma io mica mi sono perso. Se tu sei distratto, sono
fatti tuoi: attaccati un sonaglino, quando ti perdi fai un fischio, cosi'
il sonaglino squilla e ti ritrovi subito, dicendo "Bada dov'ero!" :-)))

OK, fine dell'intermezzo comico.
Post by artamano
Post by Leonardo Serni
Non e' che pensi davvero che le cose siano COSI' drammatiche: pero' credo
che tu al contrario sia ottimista fino alla follia :-)
ottimista ?
No,pessimista attivo.
Ottimista, ottimista.

Pensi che le cose andranno a rivoltellate, quindi ti armi; e fin qui, hai
ragione, sei pessimista e attivo.

Ma poi pensi che disiùro sparerai prima e meglio tu, e non quell'altri: e
li' mi dimostri di essere un ottimista, fase pupale del realista morto.

Leonardo
--
Nach doiligh domhsa mo chailin a mholadh
'S ni he amhain mar bhi si or
Bhi si mar gath greine a dhul in eadan na gloinne
Is bhi sceimh mhna na finne le mo cailin or
€rnesto
2005-04-05 17:07:44 UTC
Permalink
Post by fuzzy
Infatti l'errore piu' ingenuo non lo fai tu ma lo compie chi ti critica,
perche' opera una critica al razzismo, basata sulla biologia. Ma
in tal modo non fa che avallare il razzismo e assumerlo come
implicito.
Chi critica il razzismo con argomentazioni biologico-genetiche
ha implicitamente accettato il razzismo...
E sì! Quando si parla di razze in senso genetico si usano
argomentazioni biologiche, se invece si parla di quell'arbitro di
calcio che-razza-di-cretino allora si è al bar dello sport.

€
"La filosofia è scritta sul miele, sembra bella ma svanisce e lascia solo l'appiccicaticcio" Albert Einstein
Radiomustori
2005-04-05 18:18:47 UTC
Permalink
Post by €rnesto
"La filosofia è scritta sul miele, sembra bella ma svanisce e lascia solo
l'appiccicaticcio" Albert Einstein
Dimentichi il succo della frase, forse non lo sai, ma continua così:-
...dopo aver consumato il dolce
--
Un saluto a volo su Spaccanapoli con gli angeli della luce
100.000 Olmstrom
Radiomustori
ErbaVoglio
2005-04-05 19:17:50 UTC
Permalink
Post by €rnesto
E sì! Quando si parla di razze in senso genetico si usano
argomentazioni biologiche, se invece si parla di quell'arbitro di
calcio che-razza-di-cretino allora si è al bar dello sport.
Quello che io volevo sottolineare è che il razzismo è, per l'appunto, un
fenomeno puramente sociologico e psicologico, e che la diversità biologica è
solo una delle tante razionalizzazioni che ad esso si attribuiscono. Tu
pensi veramente che, una volta che tu riuscissi a spiegare ad un razzista
che le sue convinzioni biologiche sono errate ed inesistenti, il suo
atteggiamento cambierebbe? Il razzismo non nasce dall'ignoranza e, per un
principio di causa ed effetto che dovresti trovare familiare:) se non
identifichi la causa difficilmente agirai efficacemente sull'effetto. Questo
da un punto di vista pragmatico, e non filosofico.
Trovandomi su un ng di scienza, ed anche in maniera abbastanza abusiva, mi
tratterrò dal sostenere che è la filosofia che informa la scienza, e non
vicerversa...

ErbaVoglio
Post by €rnesto
"La filosofia è scritta sul miele, sembra bella ma svanisce e lascia solo
l'appiccicaticcio" Albert Einstein
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
€rnesto
2005-03-31 23:12:11 UTC
Permalink
Post by artamano
Post by €rnesto
Ci può essere più variabilità genetica tra i genomi di due fratelli di
Viterbo che non tra uno di essi e un pigmeo dell'Africa.
Balle !
Perchè presumi di ritenere importanti tutti i caratteri.
Mentre lo sono quelli che identificano l'essere umano in quanto essere
sociale.
Il che con la razza non c'entra un tubo.

Perf fortuna la RAZZA UMANA si sta preparando a un grande balzo che i
trogloditi come te neppure possono concepire: immortalità e conquista
dello spazio.

Resta nel tuo angolino a guardati i peletti delle palle, va!

€


Quello che è davvero avvilente è che un ometto da nulla come Berlusconi sia
bastato a mettere in crisi la nostra democrazia.
artamano
2005-04-04 17:28:12 UTC
Permalink
Post by €rnesto
Il che con la razza non c'entra un tubo.
Perf fortuna la RAZZA UMANA si sta preparando a un grande balzo che i
trogloditi come te neppure possono concepire: immortalità e conquista
dello spazio.
Resta nel tuo angolino a guardati i peletti delle palle, va!
mente e corpo non possono essere separati.Morale e biologia anche.
Perchè si tratta di fattori che si influenzano a vicenda.
Sei tu che nel tuo delirio positivista non capisci che l'umanità si stà
avviando ad un disastro colossale.
Perchè la crescita di potenza dovuta alla tecnologia non è stata bilanciata
da una analoga crescita di saggezza,amore e intelligenza
dell'umanità,neppure dell'elite al governo.
La quale semmai si distingue per crudeltà e avidità.

------------


Oggetto: Pirati genetici,api mutanti e la fine dell'uomo



Ora con le api ma quando qualche pazzo lo farà con le mosche ?
Magari per renderle vettori di qualche malattia di cui l'uomo sarebbe ospite
secondario?
Forse la pazzia è il mezzo attraverso cui la Natura si libererà di una
specie,quella umana,divenuta folle e nociva.

-----------------------------------------------------

-----Messaggio Originale-----
Da: "ECplanet - newsletter" <***@ecplanet.net>
A: <***@ecplanet.net>
Data invio: mercoledì 18 agosto 2004 22.43
Oggetto: del giorno 15 agosto 2004


http://wwww.ecplanet.com/

PIRATI GENETICI

Eric Engelhard è ormai vicinissimo a creare l'ape mutante: in grado di
produrre miele ma senza veleno nel pungiglione. "La prossima tappa - dice
- potrebbe essere l'ape che sente la presenza di bombe". La vera sorpresa
è che la manipolazione del DNA delle api, Engelhard la sta facendo in
casa. Con tre alveari nel giardino della sua casetta e un minilaboratorio
in camera da letto.

"Quando uno ha le conoscenze - dice Engelhard - fare ingegneria genetica
non richiede grandi mezzi. Mi bastano le attrezzature di un piccolo
laboratorio chimico, delle culture batteriche che si trovano in vendita
ovunque, e il DNA che estraggo io dalle api. Una volta identificato il
gene responsabile per la produzione del veleno lo mando a un laboratorio
specializzato per decifrare il codice genetico: per 25 dollari mi mandano
i risultati su Internet, che a mia volta interpreto con il mio software".

Per generare un "ape mutante" occorre poi la fecondazione artificiale di
alcune api-regine (ecco perché gli alveari in giardino). Alla fine la
manipolazione genetica do-it-yourself non gli verrà a costare più di 500
dollari: un hobby alla portata di tutte le tasche. Engelhard non ha
l'intenzione di arricchirsi con la sua ape: la regalerà agli apicultori
della zona perché possano produrre miele senza più il rischio delle
punture.

E dopo?

"La mia idea - prosegue Engelhard - è quella di destrutturare l'insetto e
riprogrammarlo per qualunque uso. Per esempio attrezzare le antenne delle
api con dei ricettori che segnalino la presenza di esplosivo". Insomma,
Engelhard è un ingegnere genetico "fai-da-te", appassionato di
"bio-bricolage" domestico. E non è il solo. Una nuova generazione di
scienziati americani ormai pratica questa libertà di ricerca spinta
all'estremo. Senza alcun controllo, se non quello della bioetica
individuale.

Engelhard, che oltre a insegnare bioinformatica nella prestigiosa
University of California-Davis, a nord di San Francisco, svolge delle
ricerche anti-cancro per una società farmaceutica, parallelamente dirige
anche la cellula locale di http://www.bioinformatics.org, un'associazione
che si batte per la libertà della sperimentazione biogenetica fondata da
un altro giovane scienziato, Jeff W. Bizzaro, del Massachusetts: ha 1.500
membri disseminati fra università e laboratori sperimentali.

Il caso Engelhard è la punta dell'iceberg di un movimento organizzato, con
manifesti ideologici e luoghi di ritrovo. A San Francisco, il dibattito
sulla "libera genetica" ha le sue avanguardie, figlie dell'incontro tra
cultura hi-tech e spirito libertario: teorizzano la legalizzazione totale
della manipolazione genetica umana, purché condotta da e su "adulti
consenzienti".

Nell'era della bioingegneria pareva impossibile ritornare al laboratorio
artigianale di una volta, ai tempi di Pasteur, alle scoperte fatte con
poche provette e un microscopio. E invece, da quando i biologi sono
entrati in contatto con il movimento degli hacker, portavoci della cultura
libertaria e anticapitalista, si sono fatti contagiare dal movimento dell'
"open source" che spinge migliaia di giovani informatici a collaborare
senza scopi di lucro per mettere a disposizione di tutti programmi di
software gratuiti.

La loro più grande vittoria è stata la diffusione mondiale di Linux, un
sistema operativo "open source" il cui codice non è coperto dal segreto
come quello di Windows e che non arricchisce multinazionali come la
Microsoft. Uno dei pionieri della bio-informatica libera, Jim Kent
dell'università di Santa Cruz in California, nel 2000 creò un software per
la sintesi grafica dei dati assemblati da tutti i laboratori che
partecipavano alla sequenza del genoma umano: il suo era meno sofisticato
del software privato della società Celera Genomics, però gratuito.

Engelhard è stato affascinato da quel movimento: "Ho scoperto - dice - lo
spirito di cooperazione disinteressata degli hacker e della comunità open
source. Oggi la maggioranza dei computer che usiamo utilizzano Linux. E a
mia volta con il mio progetto sulle api mi ribello contro il clima di
segretezza e di sorveglianza che domina nel mio luogo di lavoro". La
rivolta contro il profitto delle società farmaceutiche raccoglie consensi
crescenti eppure non tutti sono d'accordo con il bricolage domestico di
Engelhard. Il movimento californiano per la libera genetica può fare
paura.

Come conciliare questa sperimentazione anarchica, con la battaglia contro
la diffusione di organismi geneticamente modificati? Una volta che la
manipolazione del Dna sarà un hobby casalingo, chi controllerà le nuove
specie messe in circolazione? Ma in difesa di questa nuova frontiera
scende in campo il grande cattedratico di biologia molecolare Lee Silver
dell'università di Princeton, autore del saggio "Remaking Eden".

"Negli ultimi trent'anni la biologia aveva preso un'altra strada e
sembrava inconcepibile fare ricerca in casa - dice Silver - ma oggi sono
convinto che qualche giovane ricercatore lavorando nella sua camera da
letto verrà fuori con una scoperta grandiosa, di cui beneficeremo tutti".

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

National Institute of Allergy and Infectious Diseases
http://www.niaid.nih.gov/

Institute for Genomic Research
http://www.tigr.org/

Biotechnology Industry Organization
http://www.bio.org/

The Human Genome Project
http://www.nhgri.nih.gov/

GenBank (National Center for Biotechnology Information)
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/Genbank/

European Bioinformatics Institute
http://www.ebi.ac.uk/

The Genome Database
http://www.gdb.org/

Celera Genomics
http://www.celera.com/

Whitehead Institute for Biomedical Resources
http://www.broad.mit.edu/resources.html

HUGO (Human Genome Organization)
http://www.gene.ucl.ac.uk/hugo/

Alessio Mannucci
E-mail: ***@ecplanet.com

----------------------------------------------------------------------------
------------------------
E Bill Joy disse: rischiamo l'estinzione
Il guru di silicon valley Mette in guardia sui pericoli di genetica,
nanotecnologie e ROBOtica
di Lorenzo Soria
Salireste su un aereo nel quale ogni passeggero ha a disposizione un bottone
col quale lo può abbattere? Bill Joy non appartiene alla scuola dei
tecno-pessimisti. È uno dei co-fondatori della Sun Microsystems: un
tecnologo dalle credenziali impeccabili, uno scienziato della Silicon Valley
che ha trasformato il mondo in cui viviamo. Ma da un paio di mesi sostiene
che quelle stesse tecnologie che alimentano la nostra economia e i nostri
sogni contengono i semi della nostra auto-distruzione. Joy ha maturato la
convinzione che la nostra sopravvivenza è a rischio e i suoi moniti vengono
ascoltati con molta attenzione. La minaccia, secondo Joy, viene dalla
triplice combinazione di genetica, nanotecnologie e robotica, di quelle che
lui chiama le tecnologie "Gnr". E il bottone, ai suoi occhi, è un'ottima
analogia: troppe persone con troppo potere di creare danni incalcolabili e
al nostro pianeta e alla nostra specie. «Non possiamo presumere che tutti
nel pianeta si comporteranno in modo socialmente responsabile», ha scritto
in un polemico e ormai celebre saggio uscito l'anno scorso sul mensile
"Wired".

Joy oggi ha 45 anni e a 15 era già all'Università di Berkeley. Dieci anni fa
ha deciso di lasciare le tensioni della Silicon Valley per continuare a
lavorare con un ristretto e fidato team di persone in Colorado. Come uomo di
scienza, Joy riconosce che ognuna delle tre tecnologie Gnr ha il potenziale
di far compiere un salto di qualità alle nostre vite. Con le nanotecnologie,
un giorno potremmo produrre beni a costo zero. Quanto all'ingegneria
genetica, le sue promesse sono straordinarie: dalla possibilità di aumentare
i raccolti a quella di curare le malattie. Ma Joy vede nelle tecnologie Gnr
un livello di rischio immenso. Per costruire un ordigno nucleare occorrono
sofisticati laboratori e ingenti fondi. Ma adesso quello che occorre è il
trasferimento del sapere. «Se tutto è informazione, allora anche tutto ciò
che è pericoloso è informazione», sostiene Joy: «Robot, organismi prodotti
della nanotecnologia possono auto-replicarsi. Una bomba scoppia una sola
volta, ma un robot può uscire velocemente dalla nostra sfera di controllo».

Bill Joy non ha l'ambizione di diventare il portavoce dei
tecno-catastrofisti. Ma se molti colleghi gli chiedono di andarci piano, Joy
non ha alcuna intenzione di tornare sui suoi passi. «Forse sto lavorando
alla costruzione della tecnologia che sostituirà la nostra specie»,
aggiunge: «Se è così non dovremmo procedere con grande cautela?». Una
domanda che molti nella sua posizione vogliono ignorare, anche perché temono
che la risposta sia: maggiori forme di controllo silla libertà scientifica.
«L'obiettivo non è il controllo dell'informazione», ribatte Joy:
«L'obiettivo è ridurre il rischio. Lo so, non lo porteremo mai a zero. Ma
sono certo che dobbiamo ridurlo a una misura sensata». Che cosa sia una
misura sensata è ancora tutto da vedere.



(08.02.2001
€rnesto
2005-04-05 17:32:23 UTC
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Post by artamano
Post by €rnesto
Il che con la razza non c'entra un tubo.
Perf fortuna la RAZZA UMANA si sta preparando a un grande balzo che i
trogloditi come te neppure possono concepire: immortalità e conquista
dello spazio.
Resta nel tuo angolino a guardati i peletti delle palle, va!
mente e corpo non possono essere separati.Morale e biologia anche.
Il corpo è tutto, caro pirillo! Quello che chiami MENTE è solo una
facoltà emergente dalla complessità biologica del cervello.
Post by artamano
Perchè si tratta di fattori che si influenzano a vicenda.
La morale non c'entra un bellissimo TUBO. La "morale" è quella cosa
che ogni etnia, popolo, quartiere, gang, mafia, decide di trovare
"buona".

Gli antichi Romani ritenevano morale scaraventare un loro figlio
neonato giù dalla Rupe Tarpea, i popoli centroamericani trovavano
morale estrarre il cuore vivo dalle vittime sacrificali per offirlo
agli dei, Abramo trovava morale sgozzare il figlio Isacco se glielo
comandava una voce bene impostata, Hitler trovava morale distruggere
tutti gli ebrei gasando anche bambini e donne, gli Europei arrivati in
USA trovarono morale sterminale gli indiani, la Chiesa Cattolica trovò
morale scaraventare migliaia di assassini diseredati a "liberare"
Gerusalemme e i crociati trovarono morale farsi i bimbi musulmanio
allo spiedo, Bush ha trovato morale ammazzare 100mila iracheni per
liberarsi da una dittatura che il suo Paese aveva aiutato a
rafforzrasi e bin Laden trova morale buttar giù grattacieli in nome
dell'Islam...
Post by artamano
Sei tu che nel tuo delirio positivista non capisci che l'umanità si stà
avviando ad un disastro colossale.
Il positivismo, caro il mio ignorante, è finito das UN SECOLO e tu non
lo sai ma vivi nell'epoca dell'INDETERMINAZIONE, con la scoperta di
fenomeni ambigui per la logica umana e una "natura" che bara al gioco
passando dal "grande" al "piccolo" dove il confine tra queste due
misure non è stabilito bene da nessuno!
Tu vivi, tapino, nell'epoca dell'entanglement, dei possibili
multiversi dove le dimensioni spaziotemporali possono essere da 2 a
11, dove si è scoperto che l'entropia dei buchi neri aumenta in
proprorzione alla loro superficie e non al loro volume lasciando
sospettare che tutto l'universo sia un gigantesco ologramma! Tu vivi
dove si stanno affermando ipotesi come la M-Theory che parla di
eguagialnza tra universi giganteschi di raggio R e universi
piccolissimi di raggio 1/R...

Ma tu credi di vivere ancora nell'Ottocento e non sai assolutamente UN
CAZZO. Quindi è giusto per te essere pessimista. Molto pessimista.
Post by artamano
Perchè la crescita di potenza dovuta alla tecnologia non è stata bilanciata
da una analoga crescita di saggezza,amore e intelligenza
dell'umanità,neppure dell'elite al governo.
La quale semmai si distingue per crudeltà e avidità.
L'unico modo per togliere un po' di "stronzaggine" dall'Uomo è la via
genetica.

Appena possibile saranno tutti longevi, sani, belli e meno stronzi.

Poi l'Umanità prenderà la via dell'Universo e, chissà che tra 88
miliardi di anni (calcolo del fisico TIPLER nel suo LA FISICA
DELL'IMMORATLITA') non sia l'intelligenza originata qui a "ingoiare"
l'universo nella sua complessità spaziotemporale...

Qui mi fermo e credo di avere detto troppo per uno che crede alle
"razze"....

€


"La filosofia è scritta sul miele, sembra bella ma svanisce e lascia solo l'appiccicaticcio" Albert Einstein
artamano
2005-04-07 22:24:46 UTC
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Post by €rnesto
La morale non c'entra un bellissimo TUBO. La "morale" è quella cosa
che ogni etnia, popolo, quartiere, gang, mafia, decide di trovare
"buona".
e tale decisione è conforme a quello che ciascun popolo esprime a livello
ereditario.
Popoli diversi hanno espresso risposte diverse a problemi simili.
Post by €rnesto
L'unico modo per togliere un po' di "stronzaggine" dall'Uomo è la via
genetica.
Appena possibile saranno tutti longevi, sani, belli e meno stronzi.
Poi l'Umanità prenderà la via dell'Universo e, chissà che tra 88
miliardi di anni (calcolo del fisico TIPLER nel suo LA FISICA
DELL'IMMORATLITA') non sia l'intelligenza originata qui a "ingoiare"
l'universo nella sua complessità spaziotemporale...
tipica dottrina sinistra e malefica della deificazione della ragione umana.
Tipica cioè dei tempi ultimi,del kali-yuga che stiamo vivendo.
In cui piccoli uomini infimi (l'ultimo uomo di Nietzsche) si fanno un vanto
di essere diventati ciechi e di aver perso quel collegamento con l'alto che
solo può dare all'uomo la possibilità di vedere la realtà per quello che è.
Invece di crearne una scimmia con la fantasia e deificarla con la
tecnologia.
Voi piccoli esseri infernali non sapete minimamente cosa sia giusto o
sbagliato.
La vostra utopia non è che un parto della debolezza e dello sfaldamento
interiore dell'uomo civilizzato,cioè addomesticato.
E' il sogno del pollo d'allevamento che si augura un pollaio universale.
Post by €rnesto
Qui mi fermo e credo di avere detto troppo per uno che crede alle
"razze"....
io non credo,io vedo
€rnesto
2005-04-15 15:23:27 UTC
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Post by artamano
Post by €rnesto
La morale non c'entra un bellissimo TUBO. La "morale" è quella cosa
che ogni etnia, popolo, quartiere, gang, mafia, decide di trovare
"buona".
e tale decisione è conforme a quello che ciascun popolo esprime a livello
ereditario.
Popoli diversi hanno espresso risposte diverse a problemi simili.
STRONZATA EPOCALE direbbe il corruttore di magistrati berlusconi.

L'eredità culturale è un milione di volte più veloce di quella
genetica e con la genetica ha solo una cosa in comune: è genetica la
predisposizione all'eredità culturale in generale....

Difficile per te il concettino?

E.

"La filosofia è scritta sul miele, sembra bella ma svanisce e lascia solo l'appiccicaticcio" Albert Einstein
artamano
2005-04-17 20:57:50 UTC
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Post by €rnesto
L'eredità culturale è un milione di volte più veloce di quella
genetica e con la genetica ha solo una cosa in comune: è genetica la
predisposizione all'eredità culturale in generale....
il fatto che popli diversi hanno creato culture diverse non sovrapponibili è
la dimostrazione dell'origine genetica dei tratti culturali.Siete così
abituati all'intossicazione ideologica da non poter più guardare la realtà
per come essa è.
Brutto risveglio vi attende.
Dr. Antonio Fico
2005-05-01 12:59:45 UTC
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Post by artamano
il fatto che popli diversi hanno creato culture diverse non sovrapponibili è
la dimostrazione dell'origine genetica dei tratti culturali.Siete così
abituati all'intossicazione ideologica da non poter più guardare la realtà
per come essa è.
Qui si fa scienza non propaganda........ dimostra le tue
affermazioni.........argomentale.......altrimenti sono aria fritta.....
Post by artamano
Post by €rnesto
L'eredità culturale è un milione di volte più veloce di quella
genetica e con la genetica ha solo una cosa in comune: è genetica la
predisposizione all'eredità culturale in generale....
il fatto che popli diversi hanno creato culture diverse non sovrapponibili è
la dimostrazione dell'origine genetica dei tratti culturali.Siete così
abituati all'intossicazione ideologica da non poter più guardare la realtà
per come essa è.
Brutto risveglio vi attende.
artamano
2005-05-01 21:13:21 UTC
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Post by Dr. Antonio Fico
Post by artamano
il fatto che popli diversi hanno creato culture diverse non
sovrapponibili
Post by Dr. Antonio Fico
è
Post by artamano
la dimostrazione dell'origine genetica dei tratti culturali.Siete così
abituati all'intossicazione ideologica da non poter più guardare la realtà
per come essa è.
Qui si fa scienza non propaganda........ dimostra le tue
affermazioni.........argomentale.......altrimenti sono aria fritta.....
ma tutta la neurologia moderna ci parla di genetica e comportamento.
Tocca un punto del cervello e cambierà il carattere di una persona.
Vedi le ricerche di Sachs
dr. Antonio Fico
2005-05-04 21:28:06 UTC
Permalink
Non poi estrapolare le ricerche dal loro contesto ed utilizzarle a tuo
piacimento ....è una cosa da doppiogiochista.

Ciò che siamo non è solo frutto della genetica, anzi....... l'espressione
del nostro patrimonio genetico è influenzata in maniera così marcata
dall'ambiente circostante che neanche ce ne accorgiamo....pensa
all'imprinting genomico ad esempio..........od all'insorgenza dei
tumori.......... le increzioni ormonali, a cominciare da quelli sessuali,
seguono andamenti stagionali o anche solo giornalieri (ti dice niente il
cosiddetto "Ritmo circadiano"?).........sai che alcuni hanno avanzato la
possibilità di intendere "non in grado di intendere e di volere una donna
che uccida durante il corso delle mestruazioni?"

Siamo ad un punto morto......non si può dire se è nato prima l'uovo o la
gallina.........forse sono nati insieme..........d'altronde non ci interessa
nemmeno tanto stabilirlo ora........ il succo della questione è un altro:

POPOLO = elemento essenziale che costituisce lo stato (insieme
al territorio ed alla sovranità); aggregato sociale di uomini da
considerarsi presupposto di ogni forma di organizzazione statale. Il popolo
è un insieme di cittadini cioè soggetti che si trovano in una particolare
situazione giuridica dalla quale scaturiscono diritti e doveri ed una
speciale protezione da parte dello stato nel diritto internazionale nota
come cittadinanza (Grande dizionario enciclopedico; Torino, UTET 2003)

POPOLAZIONE = aggregato di individui od oggetti con
cartteristiche simili o comuni.

RAZZA = anche indicata come sottospecie indica le diverse
popolazioni interfertili caratterizzate da differenze genetiche sempre
maggiori per l'isolamento ecologico od ambientale nel quale si vengono a
trovare.

In ordine gerarchico di organizzazione semantica quindi:


POPOLAZIONE può essere:


RAZZA POPOLO
(genetica)
(giuridico-culturale)


In altri termini non si può confondere il "Tedesco" (popolo) con il "Bianco"
(razza); sono due aspetti descrittivi di uno stesso fenomeno: l'uomo. Questa
è la critica maggiore da porsi allo studio da te citato........altra critica
ancora...........si deve dimostrare l'assoluto isolamento delle popolazioni
per poter parlare di razze (l'isolamente ambientale o ecologico è parte
integrante del concetto di razza)..... attualmente non vi sono dati per
indicare che detto isolamento si sia verificato sul serio.
Post by artamano
Post by Dr. Antonio Fico
Post by artamano
il fatto che popli diversi hanno creato culture diverse non
sovrapponibili
Post by Dr. Antonio Fico
è
Post by artamano
la dimostrazione dell'origine genetica dei tratti culturali.Siete così
abituati all'intossicazione ideologica da non poter più guardare la
realtà
Post by Dr. Antonio Fico
Post by artamano
per come essa è.
Qui si fa scienza non propaganda........ dimostra le tue
affermazioni.........argomentale.......altrimenti sono aria fritta.....
ma tutta la neurologia moderna ci parla di genetica e comportamento.
Tocca un punto del cervello e cambierà il carattere di una persona.
Vedi le ricerche di Sachs
€rnesto
2005-05-05 14:09:25 UTC
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Post by dr. Antonio Fico
Non poi estrapolare le ricerche dal loro contesto ed utilizzarle a tuo
piacimento ....è una cosa da doppiogiochista.
Ciò che siamo non è solo frutto della genetica, anzi....... l'espressione
del nostro patrimonio genetico è influenzata in maniera così marcata
dall'ambiente circostante che neanche ce ne accorgiamo....pensa
all'imprinting genomico ad esempio..........od all'insorgenza dei
tumori.......... le increzioni ormonali, a cominciare da quelli sessuali,
seguono andamenti stagionali o anche solo giornalieri (ti dice niente il
cosiddetto "Ritmo circadiano"?).........sai che alcuni hanno avanzato la
possibilità di intendere "non in grado di intendere e di volere una donna
che uccida durante il corso delle mestruazioni?"
Tutto quanto hai nominato OVVIAMENTE ha una radice netica: se un
essere reagisce in un certo modo a stimoli esterni è perchè è
"progettato" per farlo.

La genetica oltre ai geni studia anche il proteome, l'epienetica della
cromatica e infinite altre cose che determinano i caratteri del
vivente.

Qui non si può riassumere l'immensità della ricerca.
Post by dr. Antonio Fico
Siamo ad un punto morto......non si può dire se è nato prima l'uovo o la
gallina.........forse sono nati insieme..........d'altronde non ci interessa
Tranquillo: E' NATO PRIMA L'UOVO. Quel dilemma da "signorana Maccabei"
è risolto da un secolo almeno, non lo sai?

E' nata prima la cellula e poi, dopo tre miliardi di anni, le cellule
si sono unite in gruppi e ne hanno prodotta una affinchè il gruppo
potesse a sua volta riprodursi.
Post by dr. Antonio Fico
POPOLO = elemento essenziale che costituisce lo stato (insieme
al territorio ed alla sovranità); aggregato sociale di uomini da
considerarsi presupposto di ogni forma di organizzazione statale. Il popolo
è un insieme di cittadini cioè soggetti che si trovano in una particolare
situazione giuridica dalla quale scaturiscono diritti e doveri ed una
speciale protezione da parte dello stato nel diritto internazionale nota
come cittadinanza (Grande dizionario enciclopedico; Torino, UTET 2003)
Giusta definizione, ma molto vecchia. Oggi il territorio tende ad
essere l'intero pianeta, e il "popolo" tutta l'umanità.
Post by dr. Antonio Fico
POPOLAZIONE = aggregato di individui od oggetti con
cartteristiche simili o comuni.
idem
Post by dr. Antonio Fico
RAZZA = anche indicata come sottospecie indica le diverse
popolazioni interfertili caratterizzate da differenze genetiche sempre
maggiori per l'isolamento ecologico od ambientale nel quale si vengono a
trovare.
La specie umana non ha razze.
Post by dr. Antonio Fico
RAZZA POPOLO
(genetica)
(giuridico-culturale)
In altri termini non si può confondere il "Tedesco" (popolo) con il "Bianco"
(razza);
ahahahah!!!! Non puoi neppure confondere il plimflare con deriguttare!
Post by dr. Antonio Fico
Questa
è la critica maggiore da porsi allo studio da te citato........altra critica
ancora...........si deve dimostrare l'assoluto isolamento delle popolazioni
per poter parlare di razze (l'isolamente ambientale o ecologico è parte
integrante del concetto di razza)..... attualmente non vi sono dati per
indicare che detto isolamento si sia verificato sul serio.
OVVIAMENTE lo studio dei genomi ha permesso di seguire le migrazioni
del sapiens Sapiens e di stabilire (con facilità!) il grado di
isolamento delle varie etnie.
SU QUESTO SI SA TUTTO o quasi!

Sono incorso studi di rifinitura sul movimento delle popolazioni.
Cavalli-Sforza è stato il grande pioniere.
€
dr. Antonio Fico
2005-05-06 06:49:48 UTC
Permalink
- Tutto quanto hai nominato OVVIAMENTE ha una radice netica: se un
- essere reagisce in un certo modo a stimoli esterni è perchè è
- "progettato" per farlo.
Post by €rnesto
La genetica oltre ai geni studia anche il proteome, l'epienetica della
cromatica e infinite altre cose che determinano i caratteri del
vivente.
Qui non si può riassumere l'immensità della ricerca.
Trasalgo...... le tue conoscenze sembrano essere superate da almeno 40
anni.........gli studi sui GEMELLI OMOZIGOTI (ti dice niente la
parola........?! stesso genoma) separati alla nascita sembrano essere
abbastanza eloquenti sul fatto che il "Programma" scritto nei geni venga
letto in modo diverso influenzato in ciò dall'ambiente.......

è evidnete dunque che, quand'anche il programma fosse identico, le risposte
del singolo organismo potrebbero cambiate influenzate in ciò
dall'ambiente......quello che conta non è quello che è scritto nei geni ma
come essi vengono letti; le regole dell'espressione genica, purtroppo, non
le conosciamo ancora.......non sappiamo ancora come l'ambiente influenza
l'espressione del DNA (o meglio ne sappiamo sicuramente meno del DNA
stesso)...

Buona giornata...... vado a lavoro.
Post by €rnesto
Post by dr. Antonio Fico
Non poi estrapolare le ricerche dal loro contesto ed utilizzarle a tuo
piacimento ....è una cosa da doppiogiochista.
Ciò che siamo non è solo frutto della genetica, anzi....... l'espressione
del nostro patrimonio genetico è influenzata in maniera così marcata
dall'ambiente circostante che neanche ce ne accorgiamo....pensa
all'imprinting genomico ad esempio..........od all'insorgenza dei
tumori.......... le increzioni ormonali, a cominciare da quelli sessuali,
seguono andamenti stagionali o anche solo giornalieri (ti dice niente il
cosiddetto "Ritmo circadiano"?).........sai che alcuni hanno avanzato la
possibilità di intendere "non in grado di intendere e di volere una donna
che uccida durante il corso delle mestruazioni?"
Tutto quanto hai nominato OVVIAMENTE ha una radice netica: se un
essere reagisce in un certo modo a stimoli esterni è perchè è
"progettato" per farlo.
La genetica oltre ai geni studia anche il proteome, l'epienetica della
cromatica e infinite altre cose che determinano i caratteri del
vivente.
Qui non si può riassumere l'immensità della ricerca.
Post by dr. Antonio Fico
Siamo ad un punto morto......non si può dire se è nato prima l'uovo o la
gallina.........forse sono nati insieme..........d'altronde non ci interessa
Tranquillo: E' NATO PRIMA L'UOVO. Quel dilemma da "signorana Maccabei"
è risolto da un secolo almeno, non lo sai?
E' nata prima la cellula e poi, dopo tre miliardi di anni, le cellule
si sono unite in gruppi e ne hanno prodotta una affinchè il gruppo
potesse a sua volta riprodursi.
Post by dr. Antonio Fico
POPOLO = elemento essenziale che costituisce lo stato (insieme
al territorio ed alla sovranità); aggregato sociale di uomini da
considerarsi presupposto di ogni forma di organizzazione statale. Il popolo
è un insieme di cittadini cioè soggetti che si trovano in una particolare
situazione giuridica dalla quale scaturiscono diritti e doveri ed una
speciale protezione da parte dello stato nel diritto internazionale nota
come cittadinanza (Grande dizionario enciclopedico; Torino, UTET 2003)
Giusta definizione, ma molto vecchia. Oggi il territorio tende ad
essere l'intero pianeta, e il "popolo" tutta l'umanità.
Post by dr. Antonio Fico
POPOLAZIONE = aggregato di individui od oggetti con
cartteristiche simili o comuni.
idem
Post by dr. Antonio Fico
RAZZA = anche indicata come sottospecie indica le diverse
popolazioni interfertili caratterizzate da differenze genetiche sempre
maggiori per l'isolamento ecologico od ambientale nel quale si vengono a
trovare.
La specie umana non ha razze.
Post by dr. Antonio Fico
RAZZA
POPOLO
Post by €rnesto
Post by dr. Antonio Fico
(genetica)
(giuridico-culturale)
In altri termini non si può confondere il "Tedesco" (popolo) con il "Bianco"
(razza);
ahahahah!!!! Non puoi neppure confondere il plimflare con deriguttare!
Post by dr. Antonio Fico
Questa
è la critica maggiore da porsi allo studio da te citato........altra critica
ancora...........si deve dimostrare l'assoluto isolamento delle popolazioni
per poter parlare di razze (l'isolamente ambientale o ecologico è parte
integrante del concetto di razza)..... attualmente non vi sono dati per
indicare che detto isolamento si sia verificato sul serio.
OVVIAMENTE lo studio dei genomi ha permesso di seguire le migrazioni
del sapiens Sapiens e di stabilire (con facilità!) il grado di
isolamento delle varie etnie.
SU QUESTO SI SA TUTTO o quasi!
Sono incorso studi di rifinitura sul movimento delle popolazioni.
Cavalli-Sforza è stato il grande pioniere.
?
massivan
2005-03-28 00:53:44 UTC
Permalink
"artamano"

e di amigdalectomia per turbe del
Post by artamano
comportamento sessuale, inclusa la omosessualità;
"massivan"

Qui ti riveli "antiquato" perché
la omosessualità non é più
considerata malattia da molti
anni dalla O.M.S , é solo
un variante tra i possibili
gusti sessuali.


www.pensoscrivo.it
Angelsoft
2005-04-04 19:10:41 UTC
Permalink
Minestra annaquata.

La neurobiologia per chi la conosce è ancora una lavagna da rienpire (e sa
bene che ci vorranno decenni e decenni).

Non certo per elaborare "teorie" razziali o razzistiche che dir se ne
voglia.

Con tutto il rispetto le tue sono reminescenze pseudointellettualoidi da
rivista a livelli di focus.

A proposito: Wilson è un gigante della cultura contemporanea. Ma di sicuro
le tue conclusioni al massimo gli servirebbero a farsi due risate.

Ciao e non volermene ma se fossi un insegnante direi: le premesse sono
interessanti (anche se scontate) ma le conclusioni sono errate.

Angelo
Post by artamano
tratto da http://www.uomolibero.com
V'è un complesso di tecniche diagnostiche neurologiche che si chiamano brain
imaging, vale a dire "immagine cerebrale": I' elettroencefalografia
tridimensionale che si avvale di modelli matematici; la tomografia a
emissione di positroni - la cosidetta PET; le immagini da risonanza
magnetica funzionale la cosidetta fMri - che dà una misura della irrorazione
sanguigna nei vari vasi cerebrali; la spettroscopia a risonanza magnetica -
il cosidetto Mrs - che valuta le variazioni biochimiche, più la nuova
tecnica PET chiamata gene reportersonda reporter che consente per ora, su
alcuni animali e su bambini affetti da malattie incurabili, di seguire e
individuare i geni specifici che, dentro il cervello, si illuminano sullo
schermo di uno scanner.
Sono mezzi di alta e penetrante ricerca, che consentono una valutazione
diretta del rapporto fra le varie strutture del cervello e la loro funzione.
Ma tutto questo non è affatto nuovo. Nel nostro volume Le radici e il seme,
uscito in prima edizione nel lontano 1981, io elencavo tutti i fattori
scientifici diretti e indiretti che consentivano di stabilire in modo
inconfutabile questo rapporto. Scrivevo infatti allora, sulla base di
elementi raccolti nei decenni precedenti e stesi in volume nel corso del
1979 - 1980: "Vi è stato un lungo tempo - da quando il neurochirurgo
portoghese Moriz la introdusse nel 1936, fino agli anni '50 - in cui veniva
largamente praticata la lobotomia prefrontale (o leucotomia) su pazienti
psicotici o affetti da intollerabili crisi dolorose allora non altrimenti
curabili; vi sono stati casi, fortunatamente molto meno numerosi, di
soggetti operati di lobectomia temporale bilaterale per grave epilessia
farmacologicamente incontrollabile, e di amigdalectomia per turbe del
comportamento sessuale, inclusa la omosessualità; vi sono state due guerre
mondiali, e tutto un calendario di guerre minori, con legioni di craniolesi
di ogni tipo e ogni entità; vi è la recente scientifizzazione della
psichiatria, con le lucide acquisizioni relative alla stretta connessione
tra turbe psichiche ed alterazioni organiche, sia anatomiche, sia e
soprattutto bioumorali, su base genetica; vi è tutto un pullulare di
laboratori sperimentali in cui - stimolando, lesionando o asportando parti
dei centri nervosi di animali - si evidenziano i comportamenti connessi a
quei centri o controllati da essi; vi sono tutte le malattie del cervello -
vascolari, infettive, tumorali - che offrono ogni giorno al neurologo o al
neurochirurgo il quadro plastico dell'intima relazione tra ,specifici schemi
di comportamento e specifiche aree dell'encefalo.
Vi sono intere biblioteche sull'argomento, montagne e montagne di pagine
sotto forma di comunicazioni personali o di equipes, relazioni di congressi
e convegni, pubblicazioni scientifiche, riviste, opuscoli, testi e trattati.
Ebbene, le conclusioni sono sostanzialmente univoche: il substrato organico
della visione cosciente è in quella certa area, quello della parola
nell'altra, quelli dell'attività, dell'aggressività, del senso di
responsabilità o del pensiero astratto in quelle altre ancora; distruggi
quel centro bilateralmente, e quel soggetto non avrà più memoria alcuna, né
remota né recente; stimola quel certo punto della corteccia, e riaffiorerà
quel certo specifico ricordo, riapparirà quella certa determinata immagine,
verrà rivissuta dal soggetto quella certa particolare esperienza; danneggia
quel nucleo e scomparirà ogni aggressività, irrita l'altro e il
comportamento sessuale si farà a anomalo. Separa i due emisferi cerebrali
sezionandone le connessioni mediane, ed otterremo due diverse personalità
intellettive, due mondi separati ed i dipendenti di esperienze sensoriali e
di loro elaborazione, di capacità mnemoniche e di capacità di apprendimento.
Se v'è oggi qualcosa che per lunghi decenni sia stato studiato, indagato,
frugato, vivisezionato, misurato, pesato, confrontato, quel qualcosa non può
essere, senza ombra di dubbio, che il rapporto fra struttura e funzione del
cervello dell'uomo.
E tuttavia l'intera cultura corrente, e quindi l'opinione dei più, è
larghissimamente dominata da indirizzi e scuole di pensiero, filosofiche,
ideologiche, antropologiche, psicologiche, sociologiche, pedagogiche,
morali - che pretendono di studiare, definire e interpretare, o addirittura
indirizzare e determinare, i comportamenti umani, ossia la funzione, senza
conoscere nulla della struttura che la sottende. Anzi, ignorando del tutto
l'esistenza stessa di un rapporto struttura - funzione nel campo della
psiche umana.
Non ci occuperemo qui dell'assurdità, dell'anacronisticità, della
pateticità, della pericolosità di tale diffuso fenomeno, e neppure ci
preoccuperemo delle sue cause, di cui abbiamo discusso altrove. Si tratta
del resto di un fenomeno che non risparmia quasi alcuno dei molteplici campi
della conoscenza scientifica: dalla microfisica alla biologia molecolare,
dalla genetica all'etologia, dalla psicologia sperimentale alla
neurofisiologia, tutte le branche della ricerca e del sapere scientifico
vengono oggi formalmente ossequiate, ma sostanzialmente e praticamente
ignorate. Si accettano e si utilizzano le loro applicazioni pratiche in
campo tecnologico, ma non si raccoglie la loro lezione fondamentale.
Il partito dell'anti-scienza, il gran partito di Utopia, con tutte le sue
opposte sette e tutte le sue ramificazioni che giungono a dettare sudditanza
ideologica o psicologica persino ad uomini della ricerca e del sapere
scientifico ,
domina oggi incontrastato il mondo della pubblica opinione e della cultura
di massa. ". Ma oggi non è più così. Ufficialmente, grandi nomi della
ricerca, della applicazione pratica e dell'insegnamento universitario
ammettono scopertamente, talora con rammarico, la inconfutabilità delle
conclusioni, Per molti di loro, soprattutto in America, la formazione
culturale di fondo è stata di tipo illuministico: l'ambiente -
l'educazione - era l'elemento determinante sia della personalità individuale
che del progresso evolutivo della umanità. Niente era innato. Ora, la nuova
scuola dissacra le basi di questa formazione.
Il capo naturale di questa scuola è Edward 0. Wilson, un grande zoologo,
autore di due libri che hanno lasciato un profondo segno: The insect
Societies, e Sociobiologia: la nuova sintesi. E il creatore di una nuova
disciplina, la sociobiologia. Le conclusioni scientifiche non lasciano
dubbi: il cervello umano - ogni singolo cervello umano - non è una tabula
rasa che l'esperienza debba riempire attraverso l'accumulo di impressioni e
informazioni, ma è un "negativo impressionato in attesa di essere immerso
nel liquido di sviluppo".
L'ambiente, cioé la vita che lo accoglie e lo nutre, può portarlo - a
seconda che esso sia positivo o negativo - al massimo della sua pienezza o
al minimo della crescita e del rigore: il cervello di un grande matematico,
o di un prodigioso portiere di calcio, se non è stimolato da attività ed
esercizio non svilupperà mai le proprie caratteristiche, mentre al contrario
ricerca ed allenamento stimoleranno lo sviluppo pieno delle potenzialità
genetiche. Quello che però è certo è che il risultato conclusivo era già
contenuto, in potenza, nella pellicola genetica del cervello.
Il problema centrale, conclude Wilson, è che dalla genetica non dipendono
soltanto l'intelligenza, le inclinazioni, i ruoli, l'aggressività e
l'emotività, ma anche le scelte morali fondamentali, che non sono affatto il
prodotto di un libero arbitrio, ma espressione di tendenze iscritte da
sempre nel patrimonio genetico del nostro cervello. Queste sono, del resto,
affermazioni lucidamente scritte nel mio libro del 1981.
Un altro volume, edito nel 1993 da un altro Wilson, James Q. - senza legame
alcuno con Edward O. Wilson - è The moral sense, che tratta del rapporto tra
scelte etiche e regioni limbica e ipotalamica del cervello. Un libro che ha
avuto grande influenza nell'ambiente neuroscientifico: sono anche queste
conclusioni tratte nel mio libro del 1981.
E questa ormai la posizione sostanziale che neuroscienziati e ricercatori
hanno in comune, ma che viene espressa con estrema cautela. Il fondatore
stesso della sociobiologia, Edward O.Wilson, è un vecchio liberal infarcito
da sempre delle antiche sciocche credenze politically correct -
antirazzismo, femminismo, permissivismo sessuale, bontà naturale dell'uomo,
raziopacifismo ed enuncia le verità inconfutabili della scienza con palese
rammarico.
Parlando della differenza genetica tra maschio e femmina nella visione delle
"Ora, non sappiamo a che punto della evoluzione umana questo tratto sia
emerso, né quanta resistenza opponga alle continue e giustificate pressioni
esercitate in nome dei diritti umani".
Ecco, in questa espressione di Edward O.Wilson le "giustificate" pressioni
tradiscono il politically correct, senza impedire alle femministe americane
di invadere una sua sala di conferenze, di rovesciargli addosso acqua e
blocchetti di ghiaccio, e di sbeffeggiarlo pubblicamente.
Inoltre, la più famosa femminista americana, Gloria Steinem, ha dichiarato
televisione che bisognava interrompere subito gli studi sulle differenze
genetiche tra il sistema nervoso del maschio e della femmina.
Ma l'organizzazione dei politically correct d'America - i "sinistri"
americani- è ormai radicalmente scatenata contro la nuova scienza. Non si
tratta di confutarne le tesi, né di proporre altre vie di studio o di
ricerca. Si tratta di proibirla. Se non di proibirne le indagini, di
proibirne la discussione e la pubblicizzazione. Questo non vale solo per la
sociobiologia, ma anche per altre discipline e ampi di ricerca: tutti ormai
pongono nella genetica - quindi in una predisposizione innata - l'intera
personalità di ogni singolo individuo, e ognuna delle sue libere scelte.
Uno studio che ha avuto in America una grande notorietà e un persistente
strascico è quello di due psicologi dell'evoluzione, David Likken e Anke
Telleken dell'Università del Minnesota, che dopo uno studio su duemila
gemelli hanno concluso che la felicità di un individuo ha sostanzialmente
basi genetiche.
Così il nostro senso estetico, così l'inclinazione del maschio alla
poligamia così l'omosessualità, così la tendenza alla criminalità.
Quando il famoso psichiatra Frederick K. Goodwin, capo
dell'amministrazione
federale per alcol, droga e salute mentale, nel 1992 presentò a on un
progetto dell'Istituto nazionale di salute mentale che trattava della
"iniziativa violenza", la relazione che ne sorti fu esplosiva. L'
"iniziativa violenza" procedeva, nel silenzio generale dell'indifferenza, da
dieci buoni anni:è un programma sperimentale che, come avviene
accertatamente tra le scimmie, parte dalla premessa che gran parte della
criminalità sociale umana sia prodotta da giovani maschi geneticamente
predisposti.
L' "iniziativa violenza" presupponeva di individuare fin dall'infanzia
questi potenziali criminali e trattarli con terapie adatte.
Goodwin fu dichiarato fascista, si mobilitarono deputati e senatori, vennero
richieste ed ottenute le dimissioni di Goodwin. Dopodiché il dipartimento di
Sanità e Servizi umani del governo negò che fosse mai esistita un'
"iniziativa violenza". Un convegno già fissato nel maggio 1993
all'Università del Maryland venne annullato. E quando un esperto della
stessa Università, David Wassermann, due anni dopo tentò di riunire i
dispersi ricercatori a Queenstown, un piccolo centro della costa orientale
del Maryland, nonostante la copertura ufficiale di una condanna dei
"nefasti" movimenti eugenetici di inizio secolo, una folla di
protestatarii
che inveivano contro il "genocidio" invase la sala e fece chiudere i lavori
con una condanna della "pseudoscienza razzista".
Ancora peggio va nelle ricerche sulle differenze di intelligenza. Per quanto
la maggioranza dei neuroscienziati sia convinta che la dotazione di
intelligenza dipenda fondamentalmente da fattori genetici, una ditta di nome
Neurometrics, che cerca da tempo di commercializzare una cuffia per testare
l'intelligenza, di basso costo e di semplice uso, l'IqCap, basata sugli
studi di E. Roy John e Duilio Giannitrapani, non trova i finanziamenti
necessari.
Stabilito che la scienza emette sentenze che non concedono appelli, il clima
che pervade la politically correctness è quello dell'ostracismo delle
neuroscienze: sembra di essere tornati nell'epoca storica in cui la
dissezione dei cadaveri e le speculazioni sul firmamento erano proibite
dall'autorità morale e giuridica della Chiesa.
Il che non impedì certo alle scienze di progredire, ancorché ad asperrimo
prezzo.
Gli autori più anziani - spesso vittime essi stessi, cominciando da Wilson,
del sinistrismo corrente imposto dai grandi finanziatori della ricerca, gli
oligarchi mondialisti dell'establishment - sono ben consapevoli del clima
dominante, e si muovono con un minimo di circospezione che pure non evita
attacchi e ingiurie. Quella che invece non cerca alcuna cautela è la giovane
generazione di neuroscienziati: nelle conversazioni private, nei dibattiti
informali che essi chiamano bull sessions - chiacchierate fra maschi - essi
esprimono la più indifferente libera determinazione.
Dalla fine degli anni Settanta, nell'era di Wilson, gli studenti di college
sono entrati a frotte nelle neuroscienze. La Society for Neuroscience aveva
nel '70 1100 iscritti. Al suo ultimo congresso, a S. Diego, 23.052 fra
professori, ricercatori e studenti ne hanno fatto forse il più numeroso
raduno professionale degli States.
Il settore che mostra il massimo richiamo è quello della filosofia
accademica, che vede masse di studenti passare continuamente ai laboratori
di neuroscienze.
Il "brain imaging" - questa abbozzata ma palese copia del cervello umano e
delle sue funzioni comportamentali basate sulla genetica - apre la porta
alla più grande rivoluzione culturale mondiale dopo quella di Darwin: non è
la Cultura che può influenzare e governare alla lunga il futuro dell'Uomo,
ma è la Natura, con le sue leggi fisse, immutabili ed inviolabili.
Qundo Nietzsche, avvertito con angoscia il mondo che "Dio è morto",
alludendo al darwinismo scriveva che "se le dottrine ... della mancanza di
ogni diversità cardinale fra l'uomo e l'animale - dottrine che io ritengo
vere ma micidiali - saranno scagliate nel popolo per una generazione ...
nessuno si dovrà poi meravigliare se ... compariranno forse sulla scena
dell'avvenire sistemi di egoismi particolari, affratellamenti a scopo di
rapace sfruttamento dei non fratelli".
Per tutto il Ventesimo secolo, affermava Nietzsche, l'umanità avrebbe
continuato a credere stancamente a quella cosa "miserevole e illusoria"
costituita dai vecchi codici morali in disarmo. Ma nel Ventunesimo secolo
apparirà un'era ancor più terrificante di quella dei grandi conflitti,
un'epoca di eclissi totale di ogni valore, che nessuno, senza un Dio che
ammonisca e punisca, potrà mai superare.
Crollate nella evanescenza dell'innaturale artificio le invenzioni della
Cultura - con la morte di Marx, con la morte di Freud, con la morte di
Pavlov - è crollato il sogno di una supremazia del comportamento umano
determinato dall'ambiente, e determinato con una forza che si approssima
alla progettazione.
L:uomo resta quello che è. Da quando esiste la specie umana - l'Homo sapiens
sapiens, con retaggi di primitivismo e di incompiutezza di maturazione che
analizzammo scientificamente nelle "Radici e il seme" - niente può più
modificare la natura dell'uomo.
Vi sono ancora idee correnti, piani, programmi e servizi dedicati a interi
popoli secondo il "miserevole e illusorio" credo dell'ambiente formativo,
così come vi sono leggi, costituzioni e istituzioni sociali dello stesso
tipo. Lebbra
che pervade l'umanità.
Il futuro, che forse comincia a prendere corpo nei giovani
neuroscienziati,
appartiene a chi ha il coraggio della impietosa ricerca della verità, per
piegare il corso della storia alle leggi della Natura facendo festa di tutto
quello che con l'ambiente, il raziopacifismo, il femminismo ha fino ad oggi
avuto potere. Un potere ancora grande, servito da tutte le strutture di
vertice, e da gran parte del mondo delle forze intermedie e di base.
Ferma e salda qua e là la famiglia, ferma e immutabile l'umana natura,
bisogna attendere il giorno in cui la rivolta delle forze vitali naturali
restituirà all'Uomo la volontà di seguire raziocinio e conoscenza.
Bisogna che il mondo degli uomini veri - non i gay, condannati dalla natura
alla corruzione del corpo sociale, non le femministe, condannate a seminare
caos e disordine, non i criminali, condannati a generare decadenza e
impoverimento - riprenda il controllo dei popoli e ritrovi un Dio nei Padri
e nelle loro leggi, o un freno alla umana natura nella tradizione religiosa,
o gli antichi Dei alti compagni della tragica vita dell'uomo.
La vita, condizionata dalla verità della nostra natura, conterrà sempre un
seme epico e tragico che il vile fuggirà nella rinuncia. Sarà il più forte e
il più aggressivo, moderato dall'amore per la comunità che nasce dal senso
di appartenenza, a dominare la vita di tutti.Non c'è altra scelta.
Alcuni rifiuteranno la verità e la scienza, alcuni altri resisteranno sulle
antiche posizioni della cultura illuminista, altri ancora rigetteranno la
vita. Ma i più forti - i Vivi - reggeranno in piedi il grande urto: e tre
secoli di follia, nella crescita di una scienza che dice solo la verità,
saranno cancellati dalla storia.
Tragica, disperata, violenta e suprema, la Vita prevarrà.
Questa vita che vede oggi gli uomini morire ogni anno a milioni sulla crosta
del pianeta per la fame, le malattie, le miserie, gli odi tribali, le
guerre, le rivoluzioni, i massacri, i disastri ecologici, i macelli
razziali, tocca oggi per l'intera umanità i suoi limiti più aspri e
terrificanti. Nessuno deve illudersi che la vita, dalla Patagonia a
Vladivostock, dalla Nuova Zelanda alla Carelia, sia quella delle decine di
milioni di uomini del Nord avanzato.
Siamo un'isola di benessere in un deserto di miseria che noi sfruttiamo
predacemente, ma che allo stesso tempo ci assedia dai confini del nostro
potere spiando ogni segno di debolezza. La nostra debolezza attuale sta
nella Cultura
che domina il Nord avanzato sotto l'egemonia della "civiltà" americana.
Il suo primo segno è il presente indirizzo della epistemologia, che spinge
oggi filosofi, matematici e talora scienziati a negare alla scienza la
capacità di comprendere appieno l'uomo, la vita, la storia. Nietzsche, dopo
avere profetizzato gli scontri mondiali del Ventesimo secolo e l'eclissi
totale d'ogni valore del Ventunesimo, pronosticò che la scienza avrebbe
volto contro se stessa il maligno serpe del suo scetticismo e, posta in
discussione la validità dei suoi
fondamenti, si sarebbe autodistrutta.
lo sono certo che la scienza, dopo decenni di interni dissidi, continuerà la
sua strada di verità senza appelli, e le sue applicazioni pratiche
consentiranno ai Paesi del Nord di raggiungere pianeti estremi o di far
saltare la Terra.
Ma intanto per due, per tre generazioni le strutture politiche e culturali
del Sistema continueranno a spingere i popoli al credo liberal le cui
fondamenta sono antiscientifiche.
Finché il dominio della Nuova Scienza non giungerà ad impadronirsi della
cultura di fondo e non cambieranno radicalmente le condizioni politiche
della Terra: allora la sorte imporrà classi dirigenti diverse. Siano esse
consapevoli e raziocinanti - e quindi naturali - o siano esse primitive e
ignoranti d'una scienza dimenticata - e quindi altrettanto naturali - la
vita dei popoli riprenderà tutta a muoversi nella Storia secondo leggi
antiche. Cadranno finalmente i dettami di una costruzione
intellettualistica
prodotta dall'Illuminismo, e gli ordinamenti della vita sociale obbediranno
al sentire profondo dell'uomo e al suo indominabile, radicato, bisogno del
Sacro e del Divino.
Sergio Gozzoli
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